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TERREMOTO/ "Cara preside, vogliamo ricostruire...": le lettere degli universitari de L’Aquila

Proponiamo una selezione delle e-mail giunte alla preside della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università dell’Aquila, in cui gli studenti testimoniano la loro volontà di non abbandonare la città, e di mettersi al fianco di chi ricostruisce

terremoto_soccorsiR375.jpg (Foto)

“Le ragioni per ricominciare”. Così la preside della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università dell’Aquila ha voluto intitolare il file contenente le lettere che le sono arrivate per e-mail da studenti e colleghi. Sono messaggi di speranza, di voglia di ripartire, di fiducia umana in chi crede nella possibilità di una ricostruzione.

Sarebbe facile scappare, cambiare sede, andare in un posto più sicuro e portare a termine i propri studi fuori dalle zone terremotate. Ma questi studenti hanno deciso diversamente, con coraggio: hanno deciso cioè di stare al fianco di chi vuole ricostruire, lavorando  insieme per un obiettivo comune.

Sono moltissime le lettere che parlano di questo grande impeto di umanità. Non possiamo naturalmente riportarle tutte, ma ve ne offriamo un piccolo saggio: cinque documenti, che testimoniano la stessa pienezza di umanità presente anche in tutte le altre lettere. Buona lettura.

1.

Carissima Preside,
sono una studentessa fuori sede del IV anno di Medicina e Chirurgia che, come tanti altri miei colleghi, a L'Aquila non ha lasciato soltanto i suoi vestiti nell'armadio o i suoi libri negli scaffali,ha lasciato il cuore... Ho vissuto come tanti anch'io i forti scossoni della terra, il crollo della mia abitazione e tutte quelle che poi sono state le conseguenze. L'immane tragedia che ha colpito la città de L'Aquila ha colpito nel profondo anche noi, suoi figli acquisiti il primo giorno in cui abbiamo messo piede lì la prima volta. La vita qui a Salerno, la mia città natale, è apparentemente tranquilla, ma dentro di me c'è il dolore per le vittime, il dolore per le persone che non hanno più niente ed il vuoto per un futuro quanto mai oscuro. Le sue parole a soli due giorni dalla tragedia sono state come uno spiraglio nelle tenebre, uno spiraglio che si allarga sempre di più, giorno dopo giorno, con nuove comunicazioni che vedo pubblicate sul portale. Ha trasmesso la sua voglia di ricominciare alla maggior parte di noi studenti, o meglio di continuare da dove avevamo lasciato: io, ad esempio, mi sento rincuorata nel sapere che a breve potrò sostenere l'esame di anatomia per cui avevo studiato per il 7 aprile! Non importa dove o quando di preciso, l'importante è avere una linea di continuità fra ciò che eravamo noi prima di quella tristemente famosa domenica e ciò che siamo ora. Ho sempre avuto fiducia nel suo lavoro e nella passione che trasmette per la professione-missione che un giorno saremo chiamati a svolgere...ora come non mai la sua tenacia l'ha messa al timone di una nave che deve salpare i mari più impervi, ma noi che siamo a bordo di questa nave siamo il suo equipaggio non i passeggeri! La forza e la caparbietà di tutti noi sono necessarie affinché la nostra facoltà, come tutta l'università de L'Aquila, possa tornare presto a brillare come prima. Sono fermamente convinta che presto si possa ristabilire un nuovo equilibrio per volgere a quel porto che è la laurea, non fiaccati da questa catastrofica esperienza che ci accomuna, ma più forti ed uniti di prima! Crediamo in Lei, nel Magnifico Rettore e in tutte quelle persone che considerano di primaria importanza la nostra formazione e il proseguimento dei nostri studi a L'Aquila...Noi studenti siamo con voi!

Con grande stima

Federica

2.

Cara preside,
sono una studentessa del 6° anno di Medicina.
Volevo esprimere la mia massima stima a Lei, al Rettore e a tutti coloro che si stanno mobilitando (nonostante sofferenza ed angoscia) affinché non vengano spezzate le ali al nostro futuro.
Ho ancora davanti agli occhi quella sconvolgente lista di persone che non ce l'hanno fatta, tra cui due mie colleghe (Federica e Serena); ho nel cuore quella che (da un bel po' di anni a questa parte) è diventata la "mia" bellissima città, L'Aquila, sede di sogni e speranze, di studio e di spensieratezza, di soddisfazioni e di impegno. Il dolore si è impadronito del mio cuore e della mia mente, come una rete fitta ed impenetrabile. La vita non sarà più la stessa, dopo quel maledetto 6 aprile...
Vi ringrazio di cuore per avermi aiutato a ritrovare la fiducia nel "domani" e per avermi trasmesso la voglia di continuare a dire: “Ce la faremo”.

Eleonora

3.

Gentilissima Preside,
la ringrazio sentitamente per l'affetto che è riuscita a dimostrarci ancora una volta, quel valore aggiunto che solo può dare la speranza di ricominciare e di trarsi fuori dallo stato di smarrimento in cui ci troviamo.
Laureata in medicina e chirurgia lo scorso 24 marzo, appena iniziato il tirocinio per l'abilitazione medica... do la mia disponibilità a continuare il tirocinio presso i campi accoglienza. Sarò di ritorno mercoledì sera.

Adele

4.

Salve,

Sono una studentessa di Infermieristica prossima alla laurea. Ho vissuto direttamente il terremoto nonostante ora sia nella mia città d'origine e penso che mi porterò quest'esperienza dentro di me per la vita. E' meraviglioso il fatto che ci siano persone come Lei che stanno cercando in ogni modo di far ripartire la vita e la speranza. Io non lascerò sola l'Aquila a costo di ricostruirla mattone per mattone. Abbiamo bisogno più che mai di ripartire e di vedere la luce.

Buona Pasqua,un abbraccio

Elisa

5.

Gentilissima professoressa,
è un piacere leggere l'avviso diretto a tutti noi studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia.
La sua energia, la sua dedizione e la sua eccezionale prontezza mi auguro fungeranno da stimolo per tutti coloro che come Lei in queste ore drammatiche e decisive si stanno prodigando per il bene della comunità aquilana.
Ero a L'Aquila la notte della tragica scossa, contavo di poter essere presente il giorno successivo in dipartimento per via della frequenza alle attività connesse al dottorato di ricerca ma alcune volte il destino ci riserva strane e spiacevoli sorprese.
Ciononostante mi ritengo veramente fortunato a poter essere qui a scriverle avrei dovuto dormire a Palazzo Spaventa nel pieno centro storico dell'Aquila ma poi ho accettato l'offerta di ospitalità di amici subito dopo la prima scossa.
La loro casa grazie a Dio ha retto seppur riportando ingenti danni.
In questo momento sono presso la sede della Croce Rossa Italiana di Potenza.
Cercheremo e cercherò di fare l'impossibile per L'Aquila che da sempre mi ha accolto con grande calore offrendomi sempre tantissime occasioni di crescita umana e professionale.
Grazie quindi per quanto sta facendo e per quanto vorrà fare per i suoi studenti e per l'intera comunità.
Un saluto affettuoso.
Antonio

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