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TERREMOTO ABRUZZO/ Diario da L'Aquila: ieri, tra paura e panico, un primo "frutto" della visita del Papa

Pubblicazione:martedì 28 aprile 2009

sedia_aquila_R375.jpg (Foto)

Nec recisa recedit. Il motto che si legge dentro la Scuola della Guardia di Finanza a Coppito. Dove da oltre venti giorni in pratica si vive, dove tutte le istituzioni hanno fatto la loro sede. Mai per L’Aquila motto sembra più indovinato. Anche se ieri pomeriggio e ieri sera le solite voci, incontrollate, hanno di nuovo scatenato paura e panico. Una scossa forte annunciata, si diceva, direttamente da Giampaolo Giuliani, il tecnico che dice di prevedere le scosse sismiche. Chi aveva ricominciato a lavorare ha abbandonato il posto, chi stava facendo la spesa è fuggito fuori dal supermercato. Come sempre le solite voci sono state smentite. Addirittura Giuliani ha sporto querela contro ignoti. Un episodio che ha fatto diventare rovente anche il mio telefonino. Tutti a chiedermi cosa si prevedeva, cosa di dovesse fare.

 

Di fronte alla realtà di quel momento l’unica risposta era la mia vita. A tutti ho detto che io ero tranquillo. Tranquillo non perché sono cosi supereroe da non spaventarmi davanti a quello che è successo e l’incertezza di cosa può ancora accadere. Tranquillo perché guardando quello che succedeva intorno non avvertivo ansia e cambi di programma. Vedo uomini della Protezione civile continuare nel loro lavoro quotidiano, insieme ai vigili del fuoco, di controllo dell’agibilità degli edifici e di recupero di oggetti personali all’interno delle abitazioni lesionate dal terremoto. Soprattutto ho visto ieri centinaia di persone continuare nell’organizzazione della visita del Papa, in programma domani. Realizzato il palco, posizionate le sedie, costruita una sala stampa, messo i megaschermi. Ho pensato che se la situazione fosse stata dio pericolo, se ci fosse stata un’allerta particolare, se fosse stato un allarme generale tutto questo lavoro si sarebbe fermato. La visita di Papa Benedetto XVI sarebbe stata rinviata o annullata. Molta osservazione e poco ragionamento. In fondo così mi hanno insegnato.

 

Ecco quindi che cresce l’attesa per la visita del Papa. Spero di riuscire a capire meglio cosa è successo, spero di avere una traccia importante su come vivere già da domani. Nel corso della giornata si è parlato anche di Giochi del Mediterraneo. Perché prima del G8, a L’Aquila, ci sarà anche spazio per alcuni eventi sportivi che vedono l’Abruzzo coinvolto. L’Aquila doveva mostrare le sue bellezze artistiche alle migliaia di atleti. Adesso mostrerà le sue ferite, insieme alla dignità, alla voglia di ricominciare. Un appuntamento sportivo che in queste ore si sta manifestando senza l’agonismo agli eccessi ma con quella capacità di accomunare i popoli, farli sentire vicini.

 

Un’altra piccola scossa. Ma le torri di tubi innocenti nella piazza d’armi per gestire maxischermi e telecamere sono ormai pronte. Il vero terremoto per la nostra vita saranno le parole del Papa. Se le sapremo ascoltare con il cuore.

 

(Fabio Capolla - Giornalista de Il Tempo)



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