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TERREMOTO ABRUZZO/ Il diario del secondo giorno, tra speranza e nuove paure

"Difficile negare che un po’ di paura c’è. L’ultima scossa che ho sentito mi rimette davanti al computer a scrivere, è stata forte. Io ricordo solo che abbiamo mollato i computer per fuggire fuori". FABIO CAPOLLA, giornalista de Il Tempo, scrive il suo diario per ilsussidiario.net

macerie_stanchezza_R375.jpg (Foto)

Difficile negare che un po’ di paura c’è. L’ultima scossa che ho sentito mi rimette davanti al computer a scrivere, è stata forte. 5.5 dicono le cronache, io ricordo solo che abbiamo mollato i computer, nella sala stampa attrezzata a L’Aquila dove stavamo scrivendo, per fuggire fuori, all’aperto.

 

Era ora di cena. Stanotte non torno a casa, non me la sento di affrontare il Gran Sasso, tanto maestoso di giorno nella sua bellezza ma che incute timore, e non poco, di notte, in questa situazione. Questa scossa ha cominciato a provocare danni anche a Teramo. Ho sentito la mia famiglia, come tante altre ha paura. In tanti sono scesi per strada anche lì. Io non torno, rimango, mi arrangio. Dormirò in macchina. Domani vedremo il da farsi. Si prepara nell’edificio qua accanto la diretta di Porta a Porta. Io vorrei solo riposare.

 

Qui a L’Aquila è stata una seconda giornata campale, ma un piatto di pasta in un centro d’accoglienza mi ha fatto anche oggi ringraziare Dio. Quante abbuffate quanti pranzi senza mai l’attenzione al cibo che ci stava donando. Oggi quei rigatoni, forse un po’ scotti, avevano il sapore del lavoro e della terra. Del sacrificio che ogni giorno compiamo. Torno su IlSussidiario.net quasi con egoismo, perché per me è una sorta di pausa e di confronto con me stesso.

 

La felicità di oggi è rappresentata da Marta, ragazza universitaria della provincia di Teramo trovata viva dopo molte ore sotto le macerie. Purtroppo il numero delle vittime cresce ancora, ma molti dispersi sono stati ritrovati vivi, qualcuno era fuggito.

 

La stanchezza di queste ore comincia a farsi sentire ma la vicinanza di tante persone che in queste ore mi hanno contattato, di chi addirittura ha postato su Facebook l’intervento di ieri mi ha fatto sentire meno solo. Le scosse forti ci sono state e con queste anche una sottile paura.

 

La scorsa notte di nuovo svegliati all’improvviso poi ieri mattina tre forti scosse, accompagnate da altre più leggere. Nonostante ciò la voglia di pensare al futuro, capire cosa si deve fare, da parte d tutti. Lo Stato è vicino: Berlusconi è tornato un’altra volta e ha promesso di essere qui anche oggi; per il Governo sono intervenuti i ministri Sacconi e Carfagna. Con lei i medici specializzati nella clownterapia. Era bello vedere i bambini felici, nonostante tutto, giocare con il “dottor Carota” ridere e scherzare

 

La terra continua a tremare, forte, di continuo. Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, continua a seguire in prima persona il volgersi degli eventi. "Seguo la grande mobilitazione degli abruzzesi - ha detto - sono forti, tosti, più forti del terremoto. Poi c'è la grande mobilitazione di chi sta portando gli aiuti. Un elenco lunghissimo impossibile citare a memoria. Certo è una tragedia, una sciagura, una catastrofe. Ma stiamo reagendo tutti alla grande".

 

L'organizzazione sta funzionando . Dopo diciotto ore dalla prima forte scossa la prima tendopoli era già stata realizzata. L'evacuazione di una parte dell'ospedale è stata fatta in tempo reale. Si sottolinea l'imponenza di uomini in campo per garantire i soccorsi. Il presente viene affrontato con la massima attenzione, per il futuro ci si sta attrezzando. Bisogna pensare a chi non ha più casa, a chi deve continuare a frequentare le scuole.

 

Rimane il timore, chiudere gli occhi con la preoccupazione di svegliarsi di soprassalto. E intanto il piatto di pasta di oggi è un ricordo. Stasera dieta, solo acqua. Desidero una doccia, anche se può sembrare banale.

 

(Fabio Capolla - Giornalista de Il Tempo)

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