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DIARIO DA L'AQUILA/ Ida, i suoi amici universitari e quel senso della vita spiegato da Cora

E' finito un mese che ha cambiato totalmente il volto dell'Abruzzo. FABIO CAPOLLA, racconta nel suo diario cosa lo ha colpito di questi giorni difficili

tende_allagate_2_R375.jpg (Foto)

Finisce il mese di aprile ma le scosse di terremoto continuano. Quella di oggi pomeriggio, poco dopo le tre, è stata la più forte degli ultimi giorni. 3.5 di magnitudo, fortunatamente abbastanza breve. Sembrerò ripetitivo ma pioggia e freddo cominciano a stufare. Tutto è più difficile, anche l’umore delle persone ne risente. Non c’è possibilità di programmare qualcosa di diverso, una giornata di svago. Tutto continua con un lento procedere. Domani è il primo maggio. Un altro giorno di festa che non sembra più tale. Tanto per cambiare la solita passerella di personaggi d’arte varia. Momenti di spettacolo, ma anche tanti sindacalisti. Forse in questo momento gli aquilani avrebbero bisogno d’altro genere di parole.

E proprio parlando d’altro in questi giorni sono in tanti a leggere le parole di Maurizio Cora. La sua intervista tanto triste quanto piena di certezze è stata al centro anche di un incontro con degli amici. La scoperta che da una tragedia come quella del terremoto possa sorgere un nuovo sentimento in molti. L’azione di Cristo che passa attraverso le storie di uomini “qualunque” colpisce tante persone che, nelle tendopoli o dentro gli alberghi della costa stanno ancora cercando di dare un senso e delle risposte a quanto accaduto. Così mentre si pensa agli interventi di ricostruzione, a come riallacciare il gas, a come ottenere sgravi fiscali la gente si pone domande e cerca risposte.

A guardare con ragionevolezza la realtà continuano ad essere molti studenti universitari. Hanno affrontato la questione della distribuzione di computer portatili e delle chiavette internet. Migliaia di pezzi donati per quegli studenti che hanno perso supporti informatici e che ora ne hanno bisogno per poter continuare gli studi. Di pc ce ne sono tanti ma non per tutti. Sono stati quindi i rappresentanti degli studenti negli organismi universitari a chiedere giusti criteri per l’assegnazione. Potrebbero apparire problemi di secondo ordine, ma di fatto sono questioni che in questi giorni gli studenti hanno bisogno anche delle piccole cose. «Ci siamo battuti – racconta Ida – perché ci fossero criteri giusti per l’assegnazione. Tutti gli studenti hanno diritto a poter aspirare a ottenere il computer, sia chi sin trova ospite nelle tendopoli o nelle strutture ricettive della costa, ma anche chi ha scelto di rifugiarsi presso parenti. Per creare una graduatoria bisognerà anche prendere in considerazione il reddito».

Ognuno sta ricevendo quei beni materiali di cui ha bisogno. Le uova di Pasqua per i più piccoli, i computer per gli studenti universitari, contributi per la ricostruzione delle case o sgravi fiscali per i commercianti. Gli oggetti sono dono di tanti benefattori, associazioni o altro. Quello che serve al cuore delle persone viene dato pure. Bisogna saperlo cogliere nei gesti e nelle azioni di chi si incontra in giro per L’Aquila, nelle tendopoli, tra i volontari. La gente ha bisogno di risposte ma anche di sostegno. Un sostegno che arriva attraverso delle compagnie che vivono insieme. «Abbiamo raccontato tra di noi l’esperienza vissuta la notte del terremoto – hanno raccontato altri studenti universitari – la nostra amicizia ci sta sostenendo e ci aiuta a superare le difficoltà. Ma a dare una spiegazione sul perché dobbiamo lavorare per il nostro futuro, per continuare a costruire il domani è il senso della vita che ci ha spiegato Maurizio Cora».

(Fabio Capolla - Giornalista de Il Tempo)

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