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TERREMOTO ABRUZZO/ Bertolaso: case provvisorie non saranno cattedrali nel deserto

In visita alla tendopoli di Pizzoli il capo della protezione Civile, Guido Bertolaso, ha voluto rassicurare i presenti in merito alle nuove strutture

Terremoto_Aquila_CasaR375_06apr09.jpg (Foto)

 

«Non costruiremo cattedrali nel deserto o strutture che la gente vorrà lasciare il prima possibile». In visita alla tendopoli di Pizzoli il capo della protezione Civile, Guido Bertolaso, ha voluto rassicurare i presenti in merito alle nuove strutture modulari che verranno realizzate nelle 20 aree individuate nell'Aquilano. Strutture che dovranno accogliere almeno 15 mila persone e che all'occorrenza dovranno poterne ospitare anche molte di più. «Realizzeremo le nuove case con strutture antisismiche la cui progettazione è affidata a una squadra di ingegneri esperti nel settore. Le case saranno adagiate su cuscinetti che avranno il compito di assorbire la tensione sismica. Su questi cuscinetti verrà poi adagiata una piastra di cemento armato. Una progettazione simile a quella usata in Germania o in California che consente di sviluppare le costruzioni su due, tre o quattro piani». Bertolaso ha spiegato che si risparmierà così molto spazio.

 

«Le zone che abbiamo a disposizione - ha detto - non sono molte, considerando che molti terreni all'Aquila si trovano in aree tecnicamente conosciute come R4, zone ad alto rischio idrogeologico». La necessità di concentrare tutte le nuove costruzioni nelle venti aree costringe la protezione Civile a non utilizzare casette in legno «altrimenti - ha aggiunto Bertolaso - dovremmo costruirne da qui a Pescara». A proposito delle sistemazioni logistiche Bertolaso ha assicurato che «risponderanno alle esigenze della popolazione». Ci saranno abitazioni singole, monolocali per due persone da 60 metri quadrati, e appartamenti di oltre 100 metri quadrati a disposizione di interi nuclei familiari.

 

 

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