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MILLS/ Berlusconi agli industriali: non posso tacere

Dal palco dell'assemblea di Confindustria, Silvio Berlusconi torna a parlare del processo Mills, scusandosi con il presidente degli industriali Emma Marcegaglia e spiegando di non poter tacere

 

«Stamattina i giornali dicono che non si possono nemmeno criticare i giudici, io credo invece sia un diritto...». Dal palco dell'assemblea di Confindustria, Silvio Berlusconi torna a parlare del processo Mills, scusandosi con il presidente degli industriali Emma Marcegaglia e spiegando di non poter tacere su una sentenza che non esita a definire scandalosa. «Io non posso stare zitto perché ci sono troppi dubbi che sorgono a leggere i giornali sul comportamento del presidente del consiglio quando era imprenditore - ha detto Berlusconi davanti alla platea di Confindustria - Concedimi gli ultimi secondi», ha proseguito rivolgendosi ad Emma Marcegaglia: «Ho definito scandalosa questa sentenza perché è esattamente il contrario della verità», ha continuato a proposito delle motivazioni della condanna dell'avvocato inglese David Mills.

 

E poi, premettendo di «dirlo in due minuti» perché «non posso non dirlo», ha ribadito la sua versione dei fatti sul caso giudiziario. Berlusconi ha detto nuovamente di non avere mai conosciuto «il signor avvocato David Mills», confermando che la somma di 600 mila dollari è stata data da un «armatore italiano perché per non pagare le tasse al fisco inglese ha detto che erano i proventi di una 'donazione'». Poi, ha proseguito Berlusconi, durante il primo interrogatorio, «stremato e per paura di essere messo in carcere» ha detto che la donazione proveniva da un dirigente Fininvest che guarda caso era morto. Il premier ha detto poi che le verifiche dei suoi legali hanno dimostrato la provenienza di questo denaro. Inoltre, ha attaccato, «la causa sarebbe stata prescritta, ma i Pm si sono inventati il fatto che il reato non è stato commesso nel momento del passaggio dei soldi ma quando il percettore ha cominciato a spenderli: e quindi, con una cosa che è un sacrilegio, hanno prolungato il processo per altri due anni e nel frattempo il fisco inglese ha accertato che quei soldi erano il frutto di una parcella».

 

 

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