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DROGA/ Spinello libero? No, grazie. Il falso mito dell'antiproibizionismo USA

Davvero dopo le aperture su staminali embrionali e preservativi Barack Obama ha intenzione di legalizzare le droghe leggere? ANTONELLO VANNI spiega ai lettori de ilsussidiario.net cosa c'è di fantasioso nelle letture dei media italiani che vorrebbero l'antiproibizionismo come la prossima frontiera della conquista civile

spinello_R375.jpg (Foto)

Mentre sono sempre più numerose le famiglie italiane che si preoccupano per i loro figli, e nonostante l’inarrestabile diffusione delle droghe nel nostro Paese, c’è ancora chi inspiegabilmente insiste nell’inneggiare allo “spinello libero” fornendo informazioni incomplete o tendenziose. È quanto è accaduto in questi giorni con l’articolo “Legalizzare la marijuana: l’America di Obama ci crede” firmato da Alessandra Farkas per il Corriere della sera del 20 maggio 2009. Commentiamone qualche passaggio. Già il titolo dell’articolo ci lascia perplessi: l’America “di Obama” ci crederebbe?

In realtà il Presidente Barack Obama ha già chiarito la sua posizione, per nulla ricordata in questo articolo: il 27 marzo 2009 Obama ha detto no alla legalizzazione interrogato da un audience durante una relazione su temi economici avvenuta mediante il sito web della Casa Bianca: “President Barack Obama said no when asked by an online audience whether he would legalize, tax and regulate marijuana in order to boost the U.S. economy” (The New York Times). Una risposta chiara dunque, da parte di Obama, agli attivisti pro cannabis citati nell’articolo del Corriere che propongono di “iniettare preziosi fondi nelle casse statali oggi depauperate”.

Nell’articolo della Farkas poi si sottolinea che promotore della nuova e vincente campagna pro-spinello sarebbe Ethan Nadelmann, il 52enne direttore esecutivo della Drug Policy Alliance, del quale si fa notare la benemerita personalità: “Il classico sballatone reduce da Woodstock? ‘Niente affatto’, replica il New York Times, ‘Nadelmann ha una laurea in legge e un dottorato da Harvard’”. Come dire che basta avere una laurea e un dottorato (che del resto avevano anche molti gerarchi nazisti) per essere annoverati tra i Giusti di una società, come quella Occidentale, che ha problemi ben più gravi e seri da affrontare che la legalizzazione della droga. Anzi andrebbe ricordato che i Giusti non sono quelli che agevolano l’accesso dei giovani a droghe che rimbambiscono il cervello, bensì coloro che, dotati appunto di un sapere (conseguito magari ad Harvard), lo mettono a disposizione affinché le nuove generazioni crescano in maturità e competenze adeguate per affrontare intelligentemente un futuro incerto e di crisi.

Ma continuiamo: nell’articolo si evidenzia che lo studioso di Harvard “tra i suoi sponsor annovera persino il finanziere di origine ungherese George Soros, le cui generose donazioni gli permettono di mantenere uno staff di 45 persone in ben sette città Usa, impiegate a tempo pieno per la legalizzazione”. Qui sorge una domanda spontanea e ingenua: ovunque nel mondo ci sono bambini sull’orlo dell’abisso travolti dalla miseria e dalle guerre, ci sono persone abbandonate a se stesse che hanno bisogno di cure e soffrono di malattie devastanti, ci sono mani tese ad ogni angolo delle nostre città… Perché allora così apprezzate “generose donazioni” non vengono rivolte a questi bisognosi, mantenendo magari 45 medici capaci di curare la lebbra o la cecità perinatale, anziché essere utilizzate per favorire l’uso della droga?

Ultima riflessione: ma l’Occidente, di cui spesso gli Usa vengono presentati come modello, è davvero così interessato alla legalizzazione della marijuana? Non si direbbe, e lo dimostrano alcuni fatti di cui il lettore italiano non è purtroppo informato. L’Onu si è già espressa da anni sul tema: nel 2006 pubblicava e diffondeva il primo numero del magazine Perspectives intitolato Children and Drugs. Qui Ted Legget (l’esperto della Sezione Ricerca e Analisi dell’Ufficio Nazionale sulle Droghe dell’ONU, UNODC) presentava un ampio articolo sui danni fisici e psichiatrici prodotti dalla cannabis rilevati dalle moderne ricerche, e Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell’UNODC commentava negativamente l’atteggiamento lassista di chi crede ancora alla droga “leggera” o “ricreativa”, producendo una mentalità favorevole al consumo di ulteriori droghe, e dichiarandosi contrario a qualsiasi forma di legalizzazione: «le droghe sono illegali perché sono pericolose, non pericolose perché illegali».

Non solo: nel 2006 l’Onu suscitò il dibattito sulla cannabis introducendo nel suo rapporto annuale (World Drug Report 2006) un intero capitolo che presentava, alla luce delle più recenti ricerche, la reale pericolosità di questa droga (Cannabis: why should we care), invitando i governi più attenti a varare provvedimenti per contrastare in tutti i modi il consumo di marijuana tra i giovani. Indicazione che venne recepita immediatamente dagli Usa che hanno avviato la Strategia nazionale di controllo delle droghe combattendo innanzitutto proprio la marijuana con ottimi risultati (l’uso attuale di tutte le droghe illecite utilizzate dai giovani in USA è sceso del 24% dal 2001 ed Obama di certo non ha intenzione di rinunciare a tali successi); ma anche dal Ministero della Salute francese con la campagna “Le cannabis est una realite” o dalla Spagna con la campagna “Cannabis e Cocaina: quei treni che è meglio non prendere”.

Senza parlare della Gran Bretagna in cui la cannabis è stata ricollocata nella Classe B delle droghe, data la sua pericolosità segnalata da più parti tra cui i 50 (dei 51) tribunali minorili inglesi che hanno chiesto ufficialmente al Governo di prendere seri provvedimenti contro una droga riscontrata alla base di innumerevoli atti di vandalismo e delinquenza tra i più giovani.

Torniamo per concludere all’articolo della Farkas: secondo la giornalista sarebbero i babyboomers i principali sostenitori pro cannabis in Usa: “sarebbero proprio loro, oggi 50enni e 60enni, l’anima del nuovo movimento. ‘Negli anni ’70 i nostri genitori non avevano la più pallida idea della differenza tra marijuana ed eroina’, spiega Nadelmann. ‘La mia generazione al contrario la conosce bene per averla usata, senza per questo passare alle droghe pesanti come sostiene qualcuno”. Ma, ci chiediamo, è ancora necessario e vitale per la nostra società tanto bisognosa di rinnovamento affidarsi al parere di queste persone faticosamente legate a visioni che ormai tutte le scienze tossicologiche e neurobiologiche hanno smentito? Meglio ascoltare cosa ne pensano i ben più attenti giovani (ma anche questo nell’articolo non è detto): una ricerca continentale dell’Eurobarometro ha fatto notare che il 67% dei giovani europei vuole che l’uso libero (legalizzazione) di marijuana e hashish venga impedito. Si veda infatti lo studio Commissione Europea, Flash Eurobarometer, Young people and drugs among 15-24 year-olds. Analytical Report, maggio 2008, scaricabile gratuitamente qui.

Cominciamo allora da qui, da una più completa informazione, per fare del bene ai nostri ragazzi ai quali potremmo proporre la lettura del libro di Claudio Risé Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita (San Paolo Ed., 2007, www.claudio-rise.it) e l’esame della lettera che nel 2002 l’American Psychiatric Association, con altri enti governativi e fondazioni che si occupano della salute degli adolescenti, ha firmato e inviato a tutte le famiglie statunitensi per allertarle sul fatto che l’uso di cannabis può essere alla radice di diverse forme di disagio e di seri disturbi mentali nei giovani. Tra questi: perdita di interesse e motivazione nei confronti della vita, ansia, depressione (soprattutto nelle ragazze), psicosi e schizofrenia. Solo dopo il confronto di tutte le fonti, potremo forse tornare a un libero dibattito.

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COMMENTI
17/03/2010 - La verita` scientifica sul proibizionismo (Del Sole Antonio)

"Venne fuori cosi`, nei primi anni Settanta, che la marijuana distruggeva le cellule cerebrali, provocava psicosi, abbassava i livelli di testosterone e diminuiva il numero degli spermatozoi, causava lo sviluppo del seno nei maschi adolescenti, danneggiava la memoria e le funzioni intellettive, comprometteva il sistema immunitario e procurava danni cromosomici, genetici e al nascituro. La pubblicazione di questi risultati seguiva un percorso tipico: ciascuno di essi compariva nelle prime pagine dei giornali e delle riviste, accompagnato da contenuti allarmistici. Poi, nei mesi o negli anni successivi, i ricercatori riferivano di non esser stati in grado di convalidare la scoperta. Nel caso comunque si fosse deciso di pubblicare la prova contraddittoria, questa veniva di solito riportata in un articoletto nelle ultime pagine. II lettore aveva percio` l` impressione che l'esistenza del piu` recente danno per la salute fosse stata definitivamente avvalorata". Dott. Lester Grinspoon Io non capisco come ancora non capiate che la marijuana non e` una droga e che il proibizionismo e` un regalo alle mafie. Tutte frottole per vuotarci le tasche con il petrolio. Fatevi un giro su questo sito http://www.ilfluidodeldiavolo.webuda.com che da` la spiegazione scientifica del perche` del proibizionismo e del perche` il nostro mondo sta morendo. P.S. Tutto questo proibizionismo mi da` il voltastomaco

RISPOSTA:

Qualche giorno fa, ho ricevuto questa lettera: Gentile prof. Vanni, sarebbe opportuno che lei inserisse in questo spazio un commento di risposta a questo ragazzino (credo che lo sia Antonio Del Sole), il quale si è evidentemente lasciato convincere dalle parole di quell’irresponsabile dott. Grinspoon, e da quel sito antiproibizionista da lui citato. Ma è proprio così difficile smontare quelle tesi, che cioè con la canapa si possono fare combustibili e che, per questo, le multinazionali del petrolio diffondano idee contro l’uso libero? Sono tutte vere le cose scritte in quel sito? Purtroppo anche mio figlio ormai trentenne è convinto che le multinazionali abbiano tali interessi in gioco, da voler proibire ovunque l’uso libero della cannabis, la quale, secondo lui non sarebbe poi così nociva... Vorrei fargli cambiare idea, pensa di potermi aiutare? Lettera Firmata Temo che tante siano nelle condizioni dell'amica che mi ha scritto, pertanto le vorrei rispondere. Procediamo allora con Fonti e Prove Scientifiche. E' noto che i difensori della cannabis utilizzano più o meno sempre gli stessi pretesti: cannabis terapeutica, combustibile, etc. Ci sono migliaia di siti prodrug che ripetono le stesse cose. Ma sono vere? Ad esempio, per chi ancora difende la cannabis a partire dalla sua presunta utilità terapeutica (confondendo quest'ultima con l'uso che ne fanno i giovani per sballarsi) segnalo l'ultimo studio dell'Università di Harvard: Marijuana and the Mind secondo cui innanzitutto al momento non è affatto certa la validità della cannabis terapeutica ma è certo che i danni sarebbero maggiori dei benefici: da disturbi ai polmoni a possibili malattie psichiatriche. E a proposito di queste ultime lo studio ribadisce che l'uso di cannabis non solo esacerba la psicosi in chi ne sarebbe già predisposto ma la causerebbe direttamente nei soggetti normali che ne fanno uso a partire da età precoce (come del resto avviene già nelle nostre scuole medie). Lo studio in http://www.health.harvard.edu/newsletters/Harvard_Mental_Health_Letter/2010/April/medical-marijuana-and-the-mind E si noti che nella bibliografia dell'articolo è citato anche Grinspoon, classico autore di cui tutti parlano per portare acqua al loro mulino, ma che di fatto nessuno ha mai letto. Antonello Vanni

 
02/06/2009 - Ripensamenti & Altro. (Persi Gino)

Caro Antonello, devo chiederti scusa per vari motivi: Prima cosa, i toni del mio commento, decisamente aggressivi e fastidiosi, e per averti giudicato senza prima aver letto altri tuoi articoli. Devo ammettere inoltre che la tua risposta mi ha disarmato, in quanto sensata e coerente. Pensavo di avere a che fare con quello che io solitamente definisco "bigotto proibizionista", che ne spara delle grosse pur di fare vero e proprio terrorismo... Comunque, tornando al tema della nostra discussione, sono anch'io convinto che la droga giri perchè la si lascia girare. E infatti non capisco. Mi sento confuso, preso in giro dal nostro governo, che proibisce una pianta, ma allo stesso tempo permette a negozi come "Smart Shop" di venderne i semi e tutte le attrezzature possibili e immaginabili per portare a termine la coltivazione della stessa. Ma cosa si dovrebbe fare? Entrare nelle scuola con i cani e arrestare 14, 16enni? Pensateci.. io 18enne, con sogni e ambizioni, che fuma uno spinello in compagnia della propria ragazza invece di bere una birra, oppure io 18enne, che non voglio alimentare il potere mafioso comprandola in giro, pianto la mia piantina in balcone, la curo, le do un nome, la cresco come mia madre potrebbe crescere i gerani.. beccato, arrestato e sbattuto in galera per 8 anni assieme ad assassini, ladri e criminali VERI? Mi spiace, ma non sono d'accordo. E non capisco come lo si possa essere. Comunque ti ringrazio, anche solo per avermi risposto. Credo significhi molto.

 
29/05/2009 - Risposta a Gino (antonello vanni)

Caro Gino, tu sei uno studente e io sono un insegnante (non un giornalista). In realtà è da stabilire se la quantità di droga che gira nelle scuole sia l'effetto del proibizionismo. Io credo invece che sia effetto del contrario del proibizionismo: la droga nelle scuole gira perché la si lascia girare, vuoi per disattenzione, disimpegno, impossibilità concreta di impedirlo o altri motivi. Nei miei articoli, sempre dedicati ai temi dei problemi giovanili e mai alle chiacchere mediatiche, ho sempre indicato con precisione fonti, links, articoli citati, etc, proprio con l'intenzione di stimolare i lettori al confronto con un'informazione più vasta, su cui naturalmente si può poi dibattere. Tutto quanto tu segnali (es la Million March) è materiale che conosco benissimo. Si tratta però di osservare in modo più approfondito ogni fenomeno, chiedendosi anche "a chi giova" la libertà che propongono. Mi bastano però le testimonianze delle famiglie che spesso incontro per capire che ogni genitore vuole per i propri figli qualcosa di diverso, più valido, più adatto a un serio progetto di vita, che la libertà di fumare droghe con il rischio di incorrere in seri pericoli.

 
28/05/2009 - cattivi maestri (arnando ermini)

Il sig. Nadelmann appartiene alla generazione,che è anche mia, del "vietato vietare". Ora quella generazione è al potere, e se ne vedono i frutti. Si dichiarano progressisti, solidali, dicono di essere dalla parte della libertà, ma non è così. La cannabis, lo sballo, sono un consumo individualista che più non si può. Un consumo che serve al potere per allontanare i giovani dai problemi sociali che dovrebbero star loro a cuore. Si dice così anche del calcio, ed in effetti è vero. Ma la cannabis ha un grave difetto in più. Fa male alla salute, come dimostrano le ricerche che i fautori della libertà di drogarsi si rifiutano di prendere in considerazione. Non sorprende che la grande finanza, nella persona di George Soros divenuto ultramiliardario tramite le speculazioni finanziarie, proprio quelle tanto aborrite, a parole, dai nostri progressisti un tanto al chilo, si faccia fautrice della libertà di droga. La grande finanza è parte integrante del potere, e il potere ha tutto l'interesse che i ragazzi consumino il loro cervello con la cannabis, piuttosto che cooperare per restituire a tutti il senso di una Comunità che sia davvero solidale. Qualche parola, infine, sull'irresponsabilità di un certo giornalismo. L'argomento droga non può essere affrontato in modo superficiale e quasi irridente come fa la sig.a Farkas. Se questi sono gli esempi che vengono dati ai giovani, non c'è poi da sorprendersi per quello che accade. Ci sono maestri e cattivi maestri. La Farkas è fra questi.

 
27/05/2009 - Disinformazione (Persi Gino)

"Caro" Antonello, non riesco proprio a capire come voi giornalisti possiate fornire tanta disinformazione ai vostri amati lettori. E' una cosa che non concepisco. Il proibizionismo alimenta la criminalità organizzata [e diciamolo (sono uno studente e vedo girare i CHILI nelle scuole, e parlo di Marijuana, tralasciando quindi le droghe pesanti, perchè SI, c'è differenza fra le due categorie, ed è anche ABNORME) questo giro comprende ALMENO un buon 60% del potere mafioso], e persino l'ONU l'ha ammesso. Fornisco il link [e pensare che IO, che sono soltanto uno studente, e non un giornalista, dunque non ho alcuna responsabilità, fornisco PROVE e FONTI di quel che dico, a differenza vostra] ove è sottolineato il problema: http://www.italiachiamaitalia.net/news/123/ARTICLE/14238/2009-03-16.html E sopratutto, perchè non dite TUTTE le cose che ci sono da dire? Perchè nessuno di voi parla della Million Marijuana March, ove hanno partecipato MIGLIAIA di persone in più città d'Italia e d'Europa? Perchè non dite che in California la legalizzazione è presa in considerazione? Perchè non dite che in Spagna è TOLLERATO tenere alcune piantine per uso personale? Perchè passate il tempo a parlare delle vicende personali di Berlusconi, dei quali sinceramente non frega nulla a nessuno? Perchè siete così ingiusti? Possibile che il denaro corrompa così a fondo l'animo umano? Vi invito a riflettete sui danni che provocate ogni giorno al nostro benamato paese. Firmato, uno studente qualsiasi