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TERRORISMO/ Schifani e Napolitano ricordano Aldo Moro

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"Una pagina buia della nostra Repubblica. Questo è stato il terrorismo, un'organizzazione armata di estremisti che con assurde ambizioni ideologiche e con la loro azione cruenta, hanno seminato violenza e morte attentando ai valori di libertà e di democrazia. Ma lo Stato seppe resistere e alla fine vincere". Così il Presidente del Senato, Renato Schifani, nel "Giorno della memoria" dedicato alle vittime del terrorismo. "Oggi commemoriamo le vittime del terrorismo, tutti Eroi dello Stato. Oggi - afferma il Presidente Schifani - ricordiamo l'assassinio di Aldo Moro, impresso nelle nostre coscienze come un sacrificio estremo a difesa della democrazia. Moro fu ucciso per avere creduto nello Stato e per avere difeso fino in fondo i valori fondanti cuore della nostra vita democratica". "Quella fu una stagione di follia, la notte della Repubblica, momento drammatico della storia nazionale che macchiò il Paese con sangue innocente. Memoria significa non solo ricordo ma consapevolezza di quanto accadde e ferma volontà di impedire che fatti così tragici si ripetano". "E' giunto il momento della pacificazione - conclude il Presidente del Senato - ma non bisognerà mai dimenticare. Molti di quelli che sbagliarono hanno pagato. Altri ancora no. Il rispetto delle vittime, dei servitori dello Stato uccisi e dei loro familiari, può essere onorato se si fa chiarezza e giustizia sui crimini accaduti". 

 

Via Caetani - Stamattina alle 9.30 Giorgio Napolitano ha deposto una corona di fiori davanti alla lapide di Aldo Moro in via Caetani, luogo del sequestro dello statista durata 54 giorni e della strage dei suoi agenti di scorta, a pochi passi da Botteghe Oscure, sede del Pci e da piazza del Gesù, sede della Dc.

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