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INCHIESTA BARI/ Cicchitto: oltre a colpire Berlusconi, un diversivo per coprire la “sinistra degli affari”

«Siamo di fronte a spinte scoordinate», secondo il capogruppo del Pdl, messe in atto da «nuclei minoritari della magistratura, assieme alla sinistra e a Repubblica»

«Di sicuro c' un problema di funzionalità dei servizi segreti: se un fotografo riesce ad immortalare il premier nella sua casa privata per tre anni di fila, vuol dire che l'efficienza degli apparati è dubbia e richiede incisivi perfezionamenti». Lo dice il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, in un'intervista pubblicata dal Quotidiano Nazionale.

Cicchitto parla in particolare della vicenda giudiziaria emersa a Bari, per sottolineare che essa «testimonia la regressione della sinistra: siamo passati dalla “ecole barisienne” del marxismo, alla scuola barese del gossip ad uso politico». Quello che sta avvenendo è, secondo Cicchitto, «un segno della disperazione della sinistra, che non sa come fare a liberarsi di Berlusconi». «Siamo di fronte a spinte scoordinate», aggiunge il capogruppo del Pdl, messe in atto da «nuclei minoritari della magistratura, assieme alla sinistra e a Repubblica», giornale che «si è trasformato in partito».

Su quanto sta emergendo dall'inchiesta barese Cicchitto pensa che «si sia trattato di un'operazione mediatica» per «attaccare Berlusconi e distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica da quel che stava realmente emergendo a Bari». E cioè «una sinistra degli affari che si trova in un mare di guai». Dunque secondo il presidente dei deputati del Pdl si tratta «anche di un diversivo». Infine un'osservazione sul presidente della Camera Gianfranco Fini e sul capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che di fronte alle vicende di Bari «si stanno comportando - dice Cicchitto - in maniera esemplare. Per il passato alcune prese di posizione del Presidente Fini erano fatte apposta per suscitare dibattiti, ma non riguardavano affatto questa materia».

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