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TRENO ESPLOSO/ Incidente Viareggio, esperto: controlli non fatti a dovere

Pubblicazione:martedì 30 giugno 2009

Nel disastro di Viareggio ci sono almeno tre soggetti responsabili delle verifiche sul carro merci deragliato e con ogni probabilità i controlli in qualche passaggio non sono stati fatti a dovere. È quanto sostiene Carlo Vaghi, docente della Bocconi che collabora col Certet, il Centro dell'economia regionale e dei trasporti dell'università milanese.

«Bisognerà stabilire se ci sono state negligenze nella verifica del materiale rotabile», commenta a caldo l'esperto che indica alcuni degli attori in gioco: Trenitalia, «di cui suppongo sia il locomotore»; Gatx, la società con sede a Vienna proprietaria del carro merci immatricolato dalle ferrovie polacche, e la Sarpom (gruppo Esso) della raffineria di Trecate. Quest'ultima peraltro indica di aver delegato i controlli a Fs Logistica.

«I carri cisterna sono qualcosa di tradizionale per le ferrovie e, pur di fronte al disastro di Viareggio, va ricordato che il trasporto del Gpl su rotaia ha un grado di incidentalità minore che su strada», afferma Vaghi.

«Quella di cui stiamo parlando è un'operazione standard, non c'era nulla di eccezionale», aggiunge l'esperto ricordando che in Italia, come nel resto d'Europa, ci sono procedure e disposizioni di legge che dovrebbero evitare gli incidenti. Detto questo sia il proprietario del Gpl, sia il proprietario del carro merci deragliato (sembra a causa del cedimento di un carrello), sia il proprietario della locomotiva «dovevano verificare il corretto utilizzo e le condizioni di sicurezza del materiale rotabile».

«Non si trattava solo di controllare i documenti ma anche lo stato fisico dei carri e verificare che fossero in buono stato», spiega il docente della Bocconi.



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