BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

AEREO CADUTO/ Una grandinata la causa più probabile dell’incidente

Una tempesta di grandine di eccezionale violenza è considerata ormai in Brasile l'ipotesi più probabile per il disastro aereo occorso lunedì a un Airbus dell'Air France sull'Atlantico

Una tempesta di grandine di eccezionale violenza è considerata ormai in Brasile l'ipotesi più probabile per il disastro aereo occorso lunedì a un Airbus dell'Air France sull'Atlantico.

In un dossier trasmesso nella notte dalla Tv Globo, piloti di Airbus che fanno la stessa rotta, meteorologi ed esperti di aeronautica civile e militare hanno finito per concludere, in particolare di fronte alle immagini dei satelliti meteorologici del momento e della zona in cui si trovava l'aereo, che la tempesta nella quale si è trovato l'Airbus era di tale violenza da non lasciargli scampo.

Nuvole di 18 chilometri d'altezza di fronte, così alte che non c'era modo di evitarle, e grandine con chicchi grossi come palle da tennis. «L'aereo viaggiava a 860 chilometri all'ora e affrontava un vento di 100 km orari, il che significa che la grandine, e soprattutto i chicchi più grossi, gli arrivavano addosso a qualcosa come 1.000 km l'ora, cioè come palle di cannone», ha dichiarato George Sucupira, comandante di aerei di linea con 16 mila ore di volo. «Il pilota - ha aggiunto Sucupira - lì non avrebbe dovuto entrarci, ma non sapeva cosa avesse davanti o non ha potuto evitarlo. Io ho la quasi certezza che l'Airbus sia rimasto distrutto da questa combinazione di fattori».

La stessa Forza aerea brasiliana, ha rivelato l'emittente Globo, lavora ormai in modo ufficioso, per non anticipare i risultati dell'inchiesta che sarà svolta dai francesi, nell'ipotesi che il disastro sia dovuto alla grandine e forse anche al ghiaccio sulle ali. Questo spiegherebbe anche la posizione fuori rotta rilevata dai messaggi d'emergenza automatici lanciati dall'aereo nei quattro minuti prima di scomparire.

Forse, ha suggerito Globo tv, il pilota si è reso conto di cosa aveva davanti e ha cercato di passarci attorno, o addirittura di tornare indietro. Un'ipotesi, questa, formulata da uno dei piloti che hanno partecipato al dossier per spiegare l'assenza di comunicazioni del pilota è che un chicco di grandine particolarmente grosso abbia centrato i vetri del parabrezza, e causato quindi una specie di piccola esplosione nell'abitacolo, tra vetri esplosi e depressurizzazione. Uno scenario da film di terrore che però potrebbe spiegare molti lati misteriosi dell'incidente.

© Riproduzione Riservata.