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G8/ Eurofighter intercetta un velivolo che ha violato lo spazio aereo: nessun pericolo

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Un caccia dell'Aeronautica militare si è alzato in volo nel pomeriggio di ieri (venerdì) per intercettare un velivolo che si riteneva sospetto. L'operazione ha avuto luogo mentre lo spazio aereo su Roma era chiuso per la partenza dagli aeroporti della capitale delle delegazioni che hanno partecipato al vertice del G8 all'Aquila.

 

Si è trattato comunque di un falso allarme: l'aereo intercettato era un Boeing 737 della compagnia aerea irlandese Primera Air in volo dall'isola di Zante, in Grecia, verso Dublino con 148 passeggeri e cinque membri d'equipaggio, che è stato fatto atterrare a Fiumicino intorno alle 17.50.

 

Inizialmente si era pensato che l'atterraggio di emergenza, svoltosi senza conseguenze né per l'aereo né per i passeggeri, fosse avvenuto per un problema tecnico. Ma in serata si è appreso dall'Aeronautica militare che il velivolo era stato intercettato da un caccia Eurofighter del IV stormo di Grosseto, che faceva parte del dispositivo di sorveglianza aerea messo in atto per il G8.

 

L'ordine di 'scramble', cioé di decollo immediato su allarme, è stato dato dal comando operativo delle forze aeree di Poggio Renatico, nell'ambito dell'incremento del dispositivo di sicurezza dello spazio aereo sull'Aquila, sede del summit dei capi di Stato e di governo dei Paesi del G8.

 

All'Aeronautica hanno riferito che il velivolo, dopo essere entrato nello spazio aereo italiano al largo delle coste calabresi, ha variato repentinamente e senza alcun avviso la propria quota di volo, scendendo da 38 mila a 20 mila piedi.

 

Contestualmente, il pilota ha detto di voler atterrare all'aeroporto di Fiumicino, nonostante fosse attiva l'interdizione dello spazio aereo sulla città di Roma, a tutela delle delegazioni dei Paesi partecipanti al G8 in partenza dagli aeroporti della capitale, così come disposto dal prefetto e formalizzato in un 'notam', cioé un avviso ai naviganti.

 

Il repentino cambio di rotta e di altitudine dell'aereo, senza alcuna dichiarazione di emergenza, ha allertato la catena di comando e controllo dell'Aeronautica militare che ha dunque subito ordinato l'intercettazione, al fine di identificare e poi far atterrare il velivolo all'aeroporto di Napoli Capodichino, evitando così lo spazio aereo romano.

 

Il rifiuto del pilota a procedere verso la nuova destinazione, è stato spiegato dall'Aeronautica, ha richiesto "una deroga del provvedimento restrittivo al prefetto dell'Aquila, garantendo comunque la sicurezza dello spazio aereo mediante il caccia Eurofighter".

 

L'intercettazione è quindi avvenuta alle ore 16.29 al largo delle coste campane e il caccia del IV stormo ha scortato il 737 islandese, che nel frattempo aveva dichiarato emergenza, al largo dell'isola di Ponza dove ha scaricato carburante, per accompagnarlo successivamente all'atterraggio sull'aeroporto di Fiumicino alle ore 17.51 "in totale sicurezza".



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