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INCIDENTE MASSA/ I medici: “purtroppo il pilota sta ancora rischiando la vita”

Purtroppo le condizioni di Felipe Massa rimangono critiche sebbene stabili anche oggi. Tutto ciò a dispetto dei rassicuranti risultati raggiunti dopo l'intervento al quale è stato sottoposto ieri per le fratture multiple riportate alla testa

Purtroppo le condizioni di Felipe Massa rimangono critiche sebbene stabili anche oggi. Tutto ciò a dispetto dei rassicuranti risultati raggiunti dopo l'intervento al quale è stato sottoposto ieri per le fratture multiple riportate alla testa a seguito dell’incidente occorso in occasione delle qualifiche del Gran Premio d'Ungheria.

Il direttore sanitario dell’ospedale militare AEK di Budapest, Peter Baszo, ha raccontato ai giornalisti che Massa resterà sotto sedativi fino almeno alla giornata di domani, ma che per i prossimi giorni verrà svegliato dal coma farmacologico secondo intervalli periodici.

Alla domanda se la vita di Massa sia ancora in pericolo, Baszo ha risposto: «Sì, certamente». Baszo ha spiegato che i medici che hanno eseguito l'intervento sono riusciti a «rimuovere le ossa rotte e stabilizzare l'area», condizione necessaria visto che Massa era arrivato all'ospedale presentando «una frattura aperta del cranio e una contusione», provocata dalla molla dell'ammortizzatore, perduta dalla Brawn-Mercedes dell'altro brasiliano Rubens Barrichello, che ha colpito in pieno il casco di Massa. Non si può dire al momento quali potranno essere i tempi di recupero di Massa. «Al momento la cosa principale è superare questo stato di criticità», ha detto Bazso, aggiungendo che la TAC ha rivelato «i risultati che normalmente ci si aspettano dopo una operazione del genere». La famiglia di Massa è arrivata oggi in ospedale da San Paolo e i dottori hanno svegliato per un momento il pilota, permettendogli così di vedere anche la moglie Anna Rafaela, che tra l'altro è incinta. La federazione internazionale (FIA) potrebbe anche aprire una inchiesta sull'episodio, dopo che diversi piloti e team hanno chiesto nuovi interventi in materia di sicurezza. Nessun pilota è più morto in un Gran Premio di Formula 1 da quando quindici anni fa su un muretto del circuito di Imola si spense il brasiliano Ayrton Senna.

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