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TORINO/ Raid notturni per rubare alcolici e vivande, sei arrestati

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Andavano in giro di notte a rubare alcolici per tutto il Torinese: sei ragazzi sono stati denunciati, quattro dei quali minorenni. Fra questi ultimi si registra addirittura un caso di coma etilico dopo un furto. A coglierli con le mani nel sacco è stata una ripresa video realizzata da una telecamera dei carabinieri del Comando provinciale di Torino. L'accusa è furto aggravato e continuato.

I giovani accusati erano soliti entrare nei chioschi, a volto coperto, e portare via decine di bottiglie di alcolici e superalcolici, oltre a ciò si appropriavano anche di vivande di ogni genere e di danaro. I raid che riuscivano a effettuare in un giorno erano numerosi. Qualche giorno prima di essere bloccato, il quindicenne è stato ricoverato in ospedale per coma etilico conseguente alla pesante ubriachezza ottenuta con la birra e il rhum.

Appena uscito, è poi ritornato a rubare insieme ai suoi amici. Scoperti in flagranza dai carabinieri, i ragazzi hanno confessato i furti. Sarebbero una quarantina i colpi messi a segno dalla banda di ragazzi che avevano preso d'assalto il chiosco adiacente un campo sportivo nella cintura ovest di Torino e che sono stati incastrati da una telecamera, fatta installare dal gestore esasperato per i continui furti, e acciuffati dai carabinieri della compagnia di Rivoli (Torino). I quattro minorenni che componevano il gruppo insieme a due maggiorenni (i quali hanno avuto però un ruolo di secondo piano nella vicenda) hanno età compresa tra i 15 e i 16 anni e provengono tutti da famiglie normali.

Due di loro, però, hanno già avuto disavventure con la giustizia: uno (lo stesso che ha avuto il coma etilico) per possesso di una modica quantità di stupefacenti e un altro per un atto di bullismo nei confronti di un coetaneo, al quale aveva manomesso un ciclomotore allo scopo di fargli avere un incidente, che gli aveva provocato 15 giorni di prognosi. «Tutti i minorenni coinvolti hanno confessato davanti ai genitori - racconta il capitano Massimo Pesa, comandante della compagnia di Rivoli - i quali sono rimasti sbigottiti una volta appreso quanto avevano combinato i loro figli».



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