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BELLUNO/ Muoiono in montagna due trevigiani: un padre e un figlio di 9 anni

Un trevigiano e suo figlio di 9 anni sono morti durante un’escursione sul Monte Cavallo, rilievo alpino tra le province di Belluno e Pordenone

Un trevigiano e suo figlio di 9 anni sono morti durante un’escursione sul Monte Cavallo, rilievo alpino tra le province di Belluno e Pordenone. Stamattina i due corpi sono stati recuperati dalle squadre di soccorso alpino allertata dai familiari che non avevano ricevuto più notizie.

 

Le vittime si chiamano Stefano Dal Cin, du 41 anni, e Samuele, residenti a Godega Sant'Urbano (Treviso). I due erano usciti ieri mattina per un'escursione al rifugio Semenza, nel Bellunese. Ad allertare i soccorritori la moglie di Dal Cin, 41 anni, di Godega di Sant'Urbano (Treviso), preoccupata per il prolungato silenzio del marito.

Le squadre del Soccorso alpino dell'Alpago hanno ritrovato subito l'auto dell'uomo parcheggiata in località Col Indes, dove è stato allestito il campo base, e hanno iniziato a perlustrare la val Salatis e l'area attorno al rifugio Semenza. Contestualmente sono state allertate anche le squadre del Soccorso alpino di Pordenone, dal momento che i sentieri toccano entrambe le province. Padre e figlio erano diretti al rifugio Semenza, raggiunto ieri attorno alle 13.30 - come ha detto una persona che li ha incontrati - per poi proseguire verso il monte Cavallo. Una trentina di soccorritori hanno cercato nelle zone indicate tutta la notte, salvo un’ora di pausa. Previsto anche l'intervento di altre 3 Stazioni, con unità cinofile e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore per una ricognizione dall'alto.

 

I soccorritori hanno individuato le salme in Val dei Sughet, nel comune di Aviano, nel gruppo del monte Cavallo e Palantina. Non si conoscono al momento le dinamiche dell’incidente. Non si esclude pero che padre e figlio possano essere scivolati dal sentiero, precipitando per una quarantina di metri, e rotolati per altrettanti sul ghiaione. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha trasportato in quota tecnici e personale medico che ha solamente potuto constatare il decesso. Una volta ottenuto il nulla osta per la rimozione, le salme sono state ricomposte, imbarellate e recuperate con un gancio baricentrico di 15 metri.

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