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GREENPEACE/ Occupazione di quattro centrali a carbone in Italia: vogliamo che i leader si impegnino

"I politici chiacchierano. I veri leader decidono", afferma Alessandro Gianni, direttore delle campagne di Greenpeace Italia

"I politici chiacchierano. I veri leader decidono", afferma Alessandro Gianni, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, e aggiunge: "Abbiamo perso anche troppo tempo e l'occasione di quest'anno, al summit di Copenhagen, è un treno che non si deve perdere!".

Gli attivisti provengono da 18 nazioni e tra le richieste avanzate ai Paesi del G8 c'e' il taglio delle emissioni, rispetto al 1990, del 40% entro il 2020 e l'investimento ogni anno di 106 milioni di dollari (74 milioni di euro), dei 140 milioni necessari nei Paesi in via di sviluppo per garantire le misure di adattamento e lotta ai cambiamenti climatici, compresa la difesa delle grandi foreste del pianeta.

Queste le azioni in corso al momento nelle quattro centrali elettriche a carbone occupate.

Impianto di Brindisi: 6 attivisti hanno occupato il nastro che trasporta il carbone alla fornace della centrale. Altri 7 hanno scalato la ciminiera dell'impianto.

Impianto di Fusina, a Marghera (Laguna di Venezia): 5 attivisti hanno occupato il nastro che trasporta il carbone all'impianto. La direzione lo ha bloccato, anche se gli attivisti hanno precisato che questo non era il loro obiettivo. Altri 15 attivisti hanno occupato alcune gru e la ciminiera della centrale da dove hanno steso due striscioni con su scritto "G8: prendi la leadership sul clima" e "Rivoluzione energetica = lavori verdi".

Porto Tolle (Delta del Po): 6 attivisti hanno scalato la ciminiera della centrale a olio combustibile che sta per essere riconvertita a carbone, mentre un'altra decina e' alla base della stessa ciminiera.

Vado Ligure (provincia di Savona): 11 attivisti hanno scalato entrambe le ciminiere, appendendo alcuni striscioni che andranno a comporre la scritta "E' il momento di agire sul clima" e occupando la seconda con un bivacco sospeso.

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