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PORTO TOLLE/ I lavoratori Enel rispondono alle “eco-balle” di Greenpeace

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Maurizio Ferro, portavoce dei lavoratori Enel di Porto Tolle, risponde così ai manifestanti di Greenpeace. «Greenpeace rinfaccia la scelta di incrementare la produzione di energia elettrica con le centrali a carbone, ma non dice che la conversione a carbone pulito della centrale di Porto Tolle toglierà dall'atmosfera 2,1 milioni di tonnellate di CO2, cioè il 18 per cento in meno - in linea con le politiche comunitarie del "20-20-20" al 2020 - rispetto all'attuale assetto dell'impianto Enel, alimentato ad olio combustibile.

Non bastano a fermare gli eco-guerriglieri nemmeno i pareri di compatibilità ambientale delle Commissioni VIA del Veneto, del ministero dell'Ambiente e la delibera favorevole della Giunta della Regione Veneto, che hanno dato l'ok alla conversione a carbone pulito. Né sono sufficienti a bloccarli i 100 milioni di euro che l'Unione Europea ha assegnato alla centrale di Porto Tolle per sviluppare la tecnologia di cattura e sequestro dell'anidride carbonica.

La politica "che decide" ha stabilito per la centrale di Porto Tolle il futuro del carbone pulito, economico e competitivo. Gli ambientalisti che sparano eco-balle, invece, dimostrano di avere il paraocchi, quando "chiacchierano" di Energia e Ambiente, perché a smentirli ci sono i dati di un'altra associazione ambientalista.

Il WWF infatti, una settimana fa, ha dato le pagelle ai G8 in base alle politiche contro l'effetto serra, e ha "promosso" al primo posto la Germania, che produce il 48% dell'energia elettrica con il carbone. Ecco perché oggi i lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle hanno deciso di rispondere all’azione di Greenpeace con gli striscioni "GO HOME", "100% CARBONE PULITO" e "ANDATE A LAVORARE"».



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