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Cronaca

RU486/ Il Vescovo Luigi Negri: la moralità pubblica dei laicisti? Ottenuta usando “pesticidi umani”

Il vescovo di San Marino e Montefeltro esprime la propria dura condanna nei confronti del permesso di vendere e distribuire in Italia la oramai famosa pillola Ru486

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Non si placano le polemiche a seguito dell'ammissione alla vendita da parte dell'Aifa del farmaco abortivo noto con il nome di Ru486. Le reazioni più dure arrivano da parte della Chiesa cattolica, da sempre contraria all'aborto, ma anche da molti intellettuali, politici ed esperti.

In particolare, in un comunicato, il vescovo di San Marino-Montefeltro mons. Luigi Negri ha espresso «la più viva condanna per la decisione assunta dall’Agenzia del Farmaco di consentire l’uso della pillola abortiva nelle strutture sanitarie del paese».

«Questa decisione - prosegue il Vescovo - ci mostra, in modo incontrovertibile, quale sia la moralità “pubblica” della mentalità laicista, anticattolica e consumista, che caratterizza le “elites” ideologiche e politiche che pretendono di dominare il nostro paese».

E, ancora, «Questa della pillola abortiva è la moralità teorizzata e praticata da coloro che, in questi ultimi mesi, ci hanno riempito di chiacchiere sulla rilevanza pubblica di certi comportamenti privati».

Prosegue senza mezzi termini Mons. Negri, evidenziando le contraddizioni negli atteggiamenti manichei di molti tra coloro che hanno applaudito alla decisione dell'Aifa: «vorremmo ricordare a questi signori che mille incoerenze etiche non distruggono né il benessere, né la libertà del popolo: invece un attacco violento contro la sacralità della vita, questo sì è un evento che devasta la nostra vita sociale».

Infine, l'alto prelato ricorda «la terribile e drammatica definizione che il più grande genetista del ventesimo secolo Lejeune utilizzò nei confronti della pillola abortiva: “Si tratta di un autentico pesticida umano”.

Se questa è – come è – l’ora delle tenebre allora i cristiani sappiano viverla con la serena ed incrollabile fiducia che solo Cristo, che ha vinto il male dell’uomo e del mondo, può aprire di fronte all’uomo di oggi scenari di verità, di libertà e di giustizia».

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