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Cronaca

DIARIO DA L’AQUILA/ Quella famiglia troppo numerosa che lo Stato non sa proteggere

È cominciato il conto alla rovescia in vista della consegna delle prima abitazioni, spiega FABIO CAPOLLA. Da martedì 15 settembre le prime famiglie entreranno nelle nuove case. Tempi record, senz’altro. Ma l’inverno si avvicina e molti ancora, fra cui una grossa famiglia, non avranno un tetto

aquilafamigliaR375_11set09.jpg(Foto)

È cominciato il conto alla rovescia in vista della consegna delle prima abitazioni. Martedì, 15 settembre, come annunciato pochi giorni dopo il terremoto, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà a L'Aquila per incontrare le prime famiglie che entreranno nei nuovi appartamenti antisismici costruiti a tempi di record.

L'argomento principe in città è questo, anche se non si conoscono ancora le graduatorie e non si sa chi sarà tra i primi a beneficiare di queste nuove case. Una risposta concreta a chi, nel corso dei mesi ha criticato il progetto della Protezione Civile. Sicuramente una risposta insufficiente per soddisfare chi è rimasto senza casa, comunque un’impresa senza precedenti che si ricordino.

Non tutto però funziona. Le nuove case sono studiate per nuclei familiari compresi tra due e quattro persone. Piccoli appartamenti muniti di tutto. Ecco quindi che molte famiglie sono ancora in difficoltà. Come quella che vede ben otto persone vivere dentro una roulotte. Per loro non c’è speranza di un appartamento, non sarebbe sufficiente ad accoglierli tutti. E la famiglia non si vuole dividere. Giustamente. Così Patrizia con il marito Antonio vuole rimanere a Paganica, ma insieme a tutti i componenti della famiglia.

C'è Elena che ha vent'anni, Marco 19, Elisabetta 17 e da sempre vive su una sedia a rotelle. Dopo di lei sono nati Eleonora, oggi tredicenne, Emma di dieci anni e l'ultimo, il più piccolo, Vincenzo di otto. Antonio lavora alle poste, Patrizia deve dedicare il suo tempo a fare la mamma. Adesso guardano al futuro con preoccupazione. Non esistono soluzioni per una famiglia di otto persone. Non è possibile unire insieme due miniappartamenti.

Per assurdo, visti i componenti del nucleo familiare, la graduatoria a punti ha messo la loro famiglia in cima a tutte. La loro casa è stata danneggiata in maniera molto grave dal terremoto, a poche decine di metri dalla spaccatura che si è creata sul terreno. L’inverno fa paura, il freddo è in agguato, di promesse ce ne sono state tante. Per loro la famiglia unita viene prima di tutto.

Nell'insieme tutto procede bene e i più fortunati tra poche ore avranno un tetto, nuovo e sicuro. Ma c'è chi si prepara a un freddo inverno.

(Fabio Capolla - giornalista de Il Tempo)

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COMMENTI
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