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Le condizioni di Caterina Socci (30 settembre)

Rinnovando l’invito alla preghiera, pubblichiamo il testo dell’ultimo messaggio pubblicato sul sito di Antonio Socci nel quale, oltre a parlare delle condizioni di sua figlia Caterina in coma dal 12 settembre, ci ricorda proprio l’importanza e le ragioni del pregare

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Rinnovando l’invito alla preghiera, pubblichiamo il testo dell’ultimo messaggio pubblicato sul sito di Antonio Socci nel quale, oltre a parlare delle condizioni di sua figlia Caterina in coma dal 12 settembre, ci ricorda l’importanza e le ragioni del pregare.

 

Cari amici, ormai Caterina è figlia, sorella e amica di tutti voi. Tantissimi di voi mi scrivono accoratamente per avere notizie di lei. Purtroppo in questi drammi le cose evolvono con enorme lentezza.

Con angosciante e impercettibile lentezza. E talora c’è il rischio che evolvano verso il peggio anziché verso il meglio. O facendo passi avanti e passi indietro. Quindi si cammina sull’abisso…

Non posso qui riportare un bollettino medico quotidiano, fatto di analisi e test che peraltro neanche io conosco, quindi - per quanto sia difficile - provo a riassumere. La sostanza è questa: la situazione neurologica di Caterina (se si sveglierà e in quali condizioni) è tutta aperta. Non ci sono certezze.

È possibile tutto, dal peggio al bene, ma la situazione è obiettivamente grave. Ogni giorno siamo sospesi su una voragine, le nostre coronarie “ballano”, ed è chiaro che la Madonna ci chiede di affidarci completamente a lei. Con totale fiducia. Ce lo chiede anche facendoci sentire questo stupefacente abbraccio di un popolo accorato e bellissimo…

Mi sono interrogato su questo imprevisto e commovente sommovimento che - per l’emozione della storia di Caterina - ha coinvolto migliaia di persone, anche lontane dalla fede, inducendole ad implorare una grazia dal Cielo, talvolta anche a fare digiuni e offrire a Dio propri sacrifici, perché questa ragazza di 24 anni torni a vivere.  

Mi è tornato in mente quanto diceva santa Bernardette, nella sua semplicità: “La Madonna ama farsi pregare”. Perché la Madonna ama farsi pregare? La ragione è profonda: penso che sia perché pregare, aprendo il cuore a Lei, serve a noi, perché così può cambiarci e stringerci a sé, ottenerci grandi grazie e soprattutto convertirci. Farci ritrovare noi stessi.

Perché infine impariamo ad affidarci totalmente a Lei, con fiducia totale, senza riserve, sospetti o timori. Perché ci accorgiamo di avere una Madre, immensamente buona. Che al Figlio può chiedere tutto, quindi che può tutto. E che è la mediatrice di tutte le grazie.

Mi ha colpito fin dall’inizio che il dramma di Caterina sia cominciato il 12 settembre che era la solennità del Nome di Maria. È certamente un caso, ma mi è venuto in mente che una delle ultime cose su cui avevo lavorato, cioè il mio ultimo libro su papa Giovanni Paolo II, uscito a giugno, per uno strano presagio si conclude proprio con le parole “il nome della Vergine era Maria”.

È infatti il testo della famosa e bellissima preghiera di Bernardo di Chiaravalle proprio sul “nome di Maria”, che avevo riprodotto sul finale del libro perché ci fa capire cosa significa questo affidarci alla nostra buona Madre.

Avendola scritta così recentemente l’ho subito ricordata. Bernardo parla del “nome di Maria” interpretandolo come “stella del mare”. Ecco le ardenti parole del grande santo:

 

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