BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

GIORNALI/ Giannino: le mie dieci domande, oltre il gossip

Dopo le dimissioni di Dino Boffo dalla direzione di Avvenire, mentre tutti sono partiti alla ricerca dei retroscena di quanto è accaduto, Oscar Giannino scrive le sue dieci domande

giornali_paccoR375.jpg(Foto)

Caro direttore,

La polvere della battaglia era lo strumento dietro cui Ares – Dio della guerra – faceva fare agli uomini cose diverse da ciò che essi credevano. Nella mitologia greca, era la classica metafora per indicare le conseguenze inintenzionali dell’agire umano, su cui a lungo si soffermerà Von Hayek contro ogni pretesa assoluta di razionalità umana strutturalista. Penso che ne abbiamo appena avuto l’ennesima conferma, nella vicenda giornalistica che ha portato alle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo. Va di moda sui giornali italiani di questi tempi stilare elenchi di dieci domande. Solo che ormai i decaloghi non condensano la propria volontà di aprirsi a un confronto vero. Sono domande retoriche. Mascherano in forma fittiziamente interrogativa convinzioni inossidabili già raggiunte. A prescindere, come diceva Totò. Cercherò qui di evitare l’errore.

Primo. La giustificazione data da chi guida il Giornale è che una notizia è una notizia, e i giornali servono per pubblicarle. In questo caso, si è detto che il precetto evangelico era “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Tradotto: non critichi la vita privata di Berlusconi, chi ha pecche nella propria vita privata. Vale questo criterio a prescindere dalle funzioni svolte, solo basandosi sul criterio di chi è “personaggio pubblico” ai sensi della legge sulla stampa (dunque Boffo compreso, che pure non è premier)?

Secondo. Ma allora perché non dovrebbe valere il principio per il quale chiunque può dire di un qualunque giornalista che ha avuto condanne per diffamazione che è un diffamatore conclamato, e che dunque dovrebbe stare zitto per sempre e deporre la penna? Io non lo penso. Ma fatto sta che di condanne per diffamazione nella mia carriera non ne ho mai subite, l’attuale guida del Giornale ne ha rimediate diverse. Con il criterio “da che pulpito viene la predica” a quali regole bisogna sottoporre il criterio per essere ammesso alla direzione di un giornale, se non una fedina penale monda da ogni condanna ricevuta nell’esercizio della propria professione?

Terzo. Ma il criterio per il quale si è sempre difeso il ruolo pubblico di Berlusconi non è forse quello per cui a contare è il voto espresso di volta in volta dagli italiani scegliendolo per governare, a prescindere dalle vicende giudiziarie e dal conflitto d’interesse? Perché dovrebbe valere quando gli italiani scelgono un premier, e non quando un editore sceglie un direttore che magari ha avuto le sue pecche?

Quarto. Se invece il fine della pubblicazione della notizia non era solo la persona di Boffo, ma innanzitutto il ruolo che rivestiva come direttore del quotidiano della Cei, e le critiche che il quotidiano stesso aveva espresso nei confronti dello stile di vita personale del premier, è vero o non è vero ciò che successivamente ha detto poi il ministro Sacconi, e cioè che Boffo stesso e la sua direzione di Avvenire non erano certo espressioni da considerarsi ostili al premier, visto che sarebbero state avversate negli anni da parti dell’episcopato e della Chiesa italiane ben più ostili a Berlusconi stesso?

Quinto. E se poi, procedendo ancor oltre nella dietrologia, il fine non era neppure il solo energico massaggio alle posizioni della Cei, bensì piantare un picchetto tra la Cei stessa e la Santa Sede attraverso la Segreteria di Stato, si può pensare davvero che quanto avvenuto renda più probabile un riallineamento della Cei a posizioni meno critiche verso il premier, posto che questo fosse l’obiettivo, oppure è più che probabile che avvenga il contrario, stante che il primo a indicare l’opportunità delle dimissioni di Boffo è stato il presidente della Commissione Affari Giuridici della Cei stessa, sua eccellenza monsignor Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, che pure non aveva mancato in precedenza di essere molto esplicito anche in interviste pubbliche, indicando che meglio sarebbe stato che il premier desse risposta in Parlamento alle domande rivoltegli dai critici della sua vita privata?

Sesto. E ancora, posto che fosse non solo la Chiesa italiana l’obiettivo, bensì una svolta nei rapporti con la Chiesa universale attraverso il suo capo protempore, alla luce di quale considerazione si può ritenere che il Soglio di Pietro reagisca meglio a un calcio nei denti che a sollecitazioni di ordine molto diverso?

Settimo. Che cosa fa pensare che non sia vero ciò che ha scritto sul Sole Stefano Folli, non certo sospettabile di essere pregiudizialmente del partito filo Cei, e cioè che «la Chiesa non dimentica. Ci vuole molta ingenuità per credere che la storia finisca qui, con l’uscita di scena di un uomo la cui vita – sono le sue drammatiche parole – “è stata violentata”. Le vendette di Berlusconi si consumano subito, quelle dei vescovi richiedono tempi lunghi, alle volte molto lunghi, ma sono spesso implacabili»?

Ottavo. È davvero stato un effetto voluto come positivo o è un boomerang imprevisto, l’aver risospinto la Cei e parti non secondarie della Chiesa italiana ad apprezzare inevitabilmente le sia pur dell’ultim’ora difese venute dai media e dai capi del centrosinistra, contro quella che è stata inevitabilmente presentata come un’operazione anticristiana?

Nono. Si sarà pur fatto un favore alla nuda verità, dicono al Giornale. Ma a Berlusconi giova davvero, che Gianni Letta con la sua linea della moderazione denegata torni ad essere oggi l’unico interlocutore possibile per la Pdl di Oltretevere e della Chiesa italiana? Oppure è un passo indietro drammatico, per la credibilità del ruolo di un premier quale per una ragione o per l’altra si allunga ogni giorno l’elenco delle mani di coloro ai quali non può più stringerle di persona?

Decimo. Che cosa fermerà la spirale, stante che di carte e cartuscelle giudiziarie sono pieni gli archivi di tre quarti d’Italia? Pretendere che il direttore dell’Avvenire sia mondo di ogni peccato non è una visione spiritualmente da catari e manichei, e politicamente da inguaribili irrealisti o sprovveduti e rovinosi mentitori? Temo che si dimentichi una cosuccia da niente. Pare proprio che la Chiesa sia stata fondata come prima fondamenta su un certo Pietro, malgrado avesse denegato egli per primo tre volte il Signore. Non voglio pensare che cosa ne avrebbe detto il Giornale.

© Riproduzione Riservata.
COMMENTI
07/09/2009 - Mistero Boffo (Adriano Ferro)

Comunque sia, la Chiesa può trarre un grande vantaggio dalle dimissioni di Boffo. Dice uno che se ne intende, Vittorio Messori: "...tutta — dicesi tutta — l’informazione della Chiesa italiana era gestita e controllata da un uomo solo, che su di sé aveva un altro uomo solo: il cardinale presidente della Cei". Questo era un problema serio. Ma ancora più grave per un cattolico era un altro, che le polemiche di questi giorni hanno cercato di nascondere, con la loro dietrologia. Come ha scritto il prof.Roberto de Mattei: "Può l’organo dei vescovi italiani essere diretto da un uomo che è stato condannato per molestia e che, soprattutto, è sospettato di essere in una condizione definita dal Catechismo della Chiesa «intrinsecamente disordinata» e «contraria alla legge naturale» (n. 2357)? Due problemi molto semplici e gravi che potrebbero ripresentarsi se nei vertici ecclesiastici, come sembra, la virtù della prudenza è stata accantonata.

 
07/09/2009 - E se il problema non fosse Feltri? (Robert Kotler)

Dalle dieci domande di Giannino, valente e acuto giornalista, emerge un quadro che sembra ridurre l'azione, in vero piuttosto invasiva, de Il Giornale ad un atto vendicativo, politicamente miope e sostanzialmente ingiusto. Voglio sorvolare sulla previsione di vendette dalla parte dei vescovi, che mi auguro non si verifichino mai se non altro per rispetto ai dettami evangelici. Mentre desidero formulare una domanda. Che differenza c'è nel pubblicare su un quotidiano una notizia documentata relativa ad una condanna emessa nei confronti di un direttore di giornale e la pubblicazione di una condanna emessa nei confronti di una persona qualsiasi? Lo chiedo perché le cronache nazionali e locali sono zeppe di notizie di questo tipo, all'insegna del diritto di cronaca e di informazione. Perché tanti distinguo e tante sfumture quando si tratta di un giornalista mentre con gente semplice non si va tanto per il sottile e nessuno si preoccupa di imbastire una campagna mediatica come quella in atto a "difesa" di Boffo?. Ma un bel dibattito schietto e disinteressato sullo stato del giornalismo in Italia quando lo vedremo? La sensazione è che si eviti accuratamente l'argomento forse perché metterebbe a nudo il vero problema dell'informazione nel nostro paese: non mancano gli strumenti per un pluralismo, mancano i giornalisti veri per realizzarlo.

 
07/09/2009 - Ad altre domande sarebbe preferibile la verità (Bruno Bartolomei)

Ma vogliamo scherzare? Non è possibile che in questa triste vicenda non si pensi al dolore creato al Santo Padre, dopo tutto ciò che ha fatto anche recentemente negli Stati Uniti e ovunque per condannare e prendere le dovute distanze da certi vizi? Non si pensi all'imbarazzo e alla delusione della CEI? Al danno creato al mondo cattolico in generale? Come si fà a non provare rabbia e dolore per una vicenda che coinvolge il direttore di un quotidiano come Avvenire? Un quotidiano cattolico che deve essere inattaccabile dal punto di vista etico e morale sotto ogni aspetto, specialmente riguardo alle persone che vi operano. A parte la carognata cioè il giudizio sull'operato di Feltri che può essere condivisibile da un punto di vista umano; non vi sembra però ,pari carognata, considerando le problematiche sopra esposte, avere taciuto o non avere ancora smentito producendo le opportune documentazioni, certe accuse? Allora per tutto questo cerchiamo di non scomodare almeno i Santi.

 
07/09/2009 - cosa ho imparato dalla faccenda (maria rita Polita)

Non condivido per nulla le tesi di questo articolo, sopratutto quando il dott. Boffo non venga annoverato tra i "potenti", lui che dirigeva tutti i media della Comunità Cristiana Italiana; come ritengo grandemente ingenuo o in malafede chi neghi il potere e la sua gestione all'interno della Comunità Cristiana, qualunque sia la sua grandezza. "Ogni potere viene da Dio" questa è l'affermazione su cui lealmente confrontarsi e valutare, perchè del potere a noi affidato, dobbiamo rendere conto!!! Non si può, chiamarci al tavolo degli ultimi o dei primi...a seconda di quanto ci convenga...Gesù non ama i "doppi"...se pur ci salva tutti... Quanto accaduto dice a me che Nostro Signore non accetta di dare in appalto esclusivo i suoi spostamenti, il suo essere "portato", a nessun "taxi" predefinito, (sia pur una cadillac di A.C. o ferrari di C.L.)...è così libero che ultimamente si è visto salire sul predellino di un camion porta-letame.....

 
07/09/2009 - dilemma proponibile (attilio sangiani)

Se fosse vero che a riportare Feltri al "Giornale" è stato Silvio Berlusconi ,e non Paolo Berlusconi,(semplice "testa di legno"),si dovrebbe costatare un enorme "autogoal". Però si consideri anche quest'altra ipotesi: non potrebbe essere invece un ennesimo tentativo maturato tra oppositori, interni al PdL,alla leaderschip di Silvio Berlusconi,( considerato troppo attento alla voce della Chiesa )tra i quali,insieme a Gianfranco Fini,a Veronica Lario,all'on. Dalla Vedova,a Capezzone ( passato da delfino di Marco pannella a portavoce del PdL),a Sgarbi e,perchè no,Paolo Berlusconi ? Non dice forse il Vangelo che " i nemici dell'uomo sono fra i suoi familiari" ? Non c'è forse il proverbio che recita:"Dagli amici mi guardi Iddio..."?

 
07/09/2009 - ...oltre il gossip (Paolo Raffone)

Tutta questa storia dimostra una caduta verticale di stile ed è un po' il segno dei tempi che stiamo vivendo. Da semplice cittadino ne sono nauseato. Ma da semplice cittadino aggiungo che mi sarebbe piaciuto che quando al governo sono salite le sinistre queste avessero provveduto a predisporre con sollecitudine una legge sul conflitto di interessi: viene da pensare che alle sinistre la presenza di Berlusconi sia necessaria per poter coagulare una compagine un po' variegata (se non ci fosse se lo inventerebbero!). A me elettore del centrodestra non fa problema che il Capo del governo sia proprietario di giornali e TV: di fatto si continua a votare e mi sembra che sia stata garantita l'alternanza. Se poi i governi di sinistra non sono stati capaci di ottenere ulteriori consensi non è certo una colpa di Berlusconi. Da quando questo signore è entrato in politica nel centro destra, nello schieramento opposto si è scatenata una continua guerra per farlo cadere con risultati risibili, anzi controproducenti. E non solo: anche gli elettori di centrodestra sono stati additati come ignoranti e poco sensibili alle necessità della nazione (scritto a suo tempo da testate nazionali come il Corriere della Sera, che prima delle penultime elezioni politiche invitò gli elettori di destra che se proprio dovevano votare a destra votassero Alleanza Nazionale!) Si potrà recuperare un minimo di decenza e di rispetto per tutti?

 
07/09/2009 - Le domande di Giannino (Gianfranco Mascoli)

Una delle stranezze di questo paese è l'immaginare di vivere in un contesto libero, chiaro, evidente, politicamente sano e corretto, in un contesto in cui vige l'educazione, il rispetto per l'altrui pensiero, il rispetto per l'etica, la morale e via dicendo. Affermare che il Presidente del Consiglio sia stato eletto legittimamente è sicuramente vero, ma mi sarebbe piaciuto moltissimo che lo stesso, non avendo risolto in modo credibile il suo conflitto d'interesse, avesse preso dei seri provvedimenti in materia per dimostrare a tutti noi la sua statura di statista e il suo essere al di la e al di sopra di ogni e qualsiasi sospetto. Purtroppo così non è stato! E' caduto anzi in piccinerie degne di un pover uomo. Rispondere a delle domande dopo essere andato "sua sponte" in televisione da Bruno Vespa sarebbe doveroso per chiunque, perché per lui no? DOMANDARE E' LECITO RISPONDERE E' CORTESIA, sarebbe morale, corretto, giusto ed anche intelligente. Distinti saluti, Gianfranco Mascoli

 
07/09/2009 - La terza domanda (Orru Piero)

Le vicende giudiziarie ed il conflitto d’interesse di Berlusconi erano ben noti a me quando lo votai, anzi ero assolutamente sicuro dei futuri attacchi all'arma bianca di Repubblica! Anzi la lettura delle dieci domande di Repubblica (che ho letto dopo l'affare Boffo) mi ha fatto superare gli incalzanti dubbi sull'opportunità di continuare a votare Berlusconi! Comunque alla luce della prassi ecclesiastica questa vicenda rimane "un Mistero Boffo". Nessuno sa realmente ...che cosa difende ed attacca! Naturalmente l'azione di Feltri resta una carognata che doveva assolutamente risparmiare ai suoi lettori e agli elettori di B. L'undicesima domanda da rivolgere ad Ezio Mauro: dopo il terzo mese di permanenza delle dieci domande su Repubblica, qual è il suo stato di salute? Non conviene spostare le 10 domande in prima pagina al posto della testata del giornale?

 
07/09/2009 - il dono della sintesi (alessandra de pra)

Apprezzo la panoramica offerta attraverso 10 quesiti sull'intera vicenda. Sono d'accordo anch'io che una delle conseguenze più improvvide sarà l'aver riavvicinato la Chiesa e certa sinistra. Grazie per la chiusura, ogni tanto una risata in ufficio non guasta. Alessandra De Pra

 
07/09/2009 - ottimo e acuto (romano calvo)

Complimenti al dott. Giannino, molto acuto il suo commento. Dopo di che una considerazione: perchè Berlusconi si è scelto come direttore del proprio giornale un giornalista così poco esperto in strategia? romano.calvo@libero.it

 
07/09/2009 - Se... (Lucio Colella)

...se i giornalisti si limitassero a fare i giornalisti e non i pedagoghi certamente la vita sarebbe più bella e tutti capiremmo meglio le vicende, invece... ..se i comunisti facessero i comunisti e i cattolici i cattolici allora tutto sarebbe molto più bello e interessante ...invece... ...come si fa a mettere insieme le due cose? ...ci avete rotto le scatole... e per favore smettetela di declamare decaloghi per rispetto almeno del Decalogo.