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TERREMOTO MARCHE/ De Rubeis: "niente allarmismi, pensiamo a costruire bene"

Diverse scosse di terremoto, tra le 9.07 e le 14.35, hanno colpito le Marche. Le due più forti, avvenute alle 9.25 e alle 14.35, sono state registrate con un grado di Magnitudo 4 e 4,1. Abbiamo chiesto al sismologo e curatore del sito haisentitoilterremoto.it VALERIO DE RUBEIS se sia il caso di preoccuparsi  

Mappa-terremoto-ascoliR375.jpg (Foto)

Diverse scosse di terremoto, tra le 9.07 e le 14.35, hanno colpito le Marche. Le due più forti, avvenute alle 9.25 e alle 14.35, sono state registrate con un grado di Magnitudo 4 e 4,1. Nel primo caso l’epicentro è stato individuato tra quattro Comuni: Loro Piceno, Sant'Angelo in Pontano, Falerone e Montappone. Nel secondo, tra Falerone, Montappone e Monte Vidon Corrado. La seconda scossa è stata avvertita anche in Umbria e nell’aquilano. Tanta paura, lezioni sospese e qualche crepa. Ma nessun danno né feriti. Eppure, la zona è stata colpita, dal 7 gennaio, da uno sciame sismico. Tra le numerose scosse, quella più forte è stata registrata domenica, con magnitudo 3,9. L’epicentro di tutte è stato localizzato a circa 20-25 km sotto il livello del mare. Una soglia abbastanza sicura per non genera preoccupazioni. Che, tuttavia, rimangono. Sono giustificate? Cosa sta accadendo nelle Marche? E nel resto d’Italia? Lo abbiamo chiesto al geologo Valerio De Rubeis.

Cosa ne pensa scosse che tra stamattina e oggi pomeriggio hanno colpito le Marche?

Più che un parere do un giudizio. Che deriva dal mio approccio scientifico. Le comunico i dati in mio possesso: da circa una settimana, in quella zona ci sono una serie di eventi. Che, ieri, si sono concentrati nel giro di poche ore: alle 9,25 circa e oggi pomeriggio alle 14.35, con Magnitudo, rispettivamente, 4 e 4,1 della scala Richter. I due eventi più alti della serie, essendo avvenuti nella stessa localizzazione hanno dato luogo all’attivazione della cosiddetta faglia. Fortuna ha voluto che questa faglia abbia generato due terremoti, invece che uno solo.

Perché meglio due che uno?

Immagini di saltare 15 gradini con un unico balzo, o con due… Nel primo caso si rompe una gamba. Nel secondo fa un po’ di ginnastica. Chiariamo: due terremoti di magnitudo 4 non fanno un terremoto di magnitudo 8. Ma, calcolando approssimativamente, ne fanno uno di 4,3. Non avrebbe generato una scossa sconvolgente ma, in ogni caso, più dannosa rispetto a due terremoti minori.

Le Marche devono temere altre scosse nel futuro immediato?

Sul futuro non posso dire niente. Sappiamo che si tratta di una zona sismica. Nella quale, tuttavia, dal 1700 ad oggi non ci sono stati particolari eventi. Intorno ci sono stati terremoti più forti, come a Fabriano o a macerata nel 1731, ma nulla di devastante.

E’ stato detto che un epicentro a 20-25 km di profondità, non dovrebbe essere particolarmente avvertito. E’ vero?

E’ vero. Quando un terremoto è molto profondo lo si avverte in una zona più ampia ma con minore intensità. Un terremoto di magnitudo 4 su scala Richter (che misura l'intensità), quando avviene a 10 km di profondità - la media - equivale ad un 7° grado su scala Mercalli (che misura i danni). Solo a questo livello, iniziano i primi danni permanenti. 

E’ giustificato, quindi, l’allarme mediatico?

Bisogna distinguere l’attività sismica normale dall’attenzione che si pone sull’attività sismica. L’Italia è uno dei Paesi più avanzati dal punto di vista sismologico. Si registrano eventi tutti i giorni, di magnitudo bassissima. C’è una legge statistica secondo la quale per ogni terremoto di forte intensità ce ne sono 10 di intensità minore, 100 di scarsa intensità e mille di intensità irrilevante. Ma quasi tutta l’Italia è sempre in attività. Con la tensione derivata dal terremoto dell’Aquila oggi si fa caso a tutto. Giustamente. Ma questi territori rientrano nella caratterizzazione sismica del nostro Paese. Dal Friuli agli Apennini, fino alla Calabria e la Sicilia, abbiamo zone ad elevata intensità sismica.

Non crede che, in ogni caso, sia necessario continuare a tenere gli occhi aperti?

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COMMENTI
12/01/2010 - Mah! (maurizio candelori)

Se le parole hanno un senso vorrei chiedere come si fa a dire nel giro di pochi minuti che i terremoti non si possono prevedere, che se una zona è stata tranquilla per decenni non vuol dire che è sicura e poi, mentre si verificano 5 scosse in poche ore, affermare che è tutto sotto controllo e che è normale per l'Italia e che uno sciame del genere non implica che ci sarà una scossa forte e via dicendo! Insomma vediamo di non prenderci in giro almeno con l'italiano! Io capisco e condivido il fatto di non generare panico, ma spero che questi scienziati e responsabili della Prot. Civ., per lo meno dopo il "tremendo" schiaffo de L'Aquila, stiano almneo valutando logistica, campi, soccorsi e tutto quanto si possa programmare in caso di emergenza in quella zona che, par ben indicata... E poi fare delle esercitazioni forse da più sicurezza che allarme. Non capita tutti i giorni, questa pure è statistica, di avere sciami molto simili a L'Aquila, dunque, perchè parlare da stolti? Almeno così sembra se si teme di sbagliare previsioni per eccesso piuttosto che per difetto di fronte a possibili vite da salvare. Si può sbagliare zona, certo, ma nessuno li accuserà di non aver fatto centro nelle previsioni geografiche, ma certamente non si perdonerà loro di non averci provato!