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SENTENZA ENGLARO/ L'assoluzione di Beppino è frutto delle leggi "scritte" dai giudici

Pubblicazione:giovedì 14 gennaio 2010

Englaro_BeppinoR375.jpg (Foto)

 

No, infatti non è stato risolto definitivamente dalla giurisdizione amministrativa proprio il nodo giudiziario se il decreto ottenuto dal tutore Englaro avesse forza espansiva tale da operare anche nei confronti di altri enti e cittadini (cioè strutture e medici) estranei al giudizio.

 

 

Ma potrebbe ricavarsi da un principio generale?

 

E’ noto che, di regola, i decreti di autorizzazione legittimano al compimento dell’atto autorizzato esclusivamente il soggetto richiedente. Il tragico epilogo della vicenda, deviata dagli schemi giudiziari della giurisdizione amministrativa incardinata con il Tar lombardo (tant’è che il procedimento penale poi si è svolto ad Udine, luogo dove si è eseguita l’interruzione del sostentamento ed è avvenuta la morte del paziente), ha lasciato insoluta la questione dell’operatività del decreto anche per i sanitari.

Si è finito così col ragionare in base ad un assioma: che il decreto che autorizzava il tutore Englaro a disporre il distacco del sondino operasse anche verso strutture di assistenza e personale sanitario, come argomentato dalla decisione del Tar Lombardia, dimenticandosi però che questa tesi, come detto, non ha ancora ricevuto il rango di giudicato definitivo, essendo pendente ricorso davanti al Consiglio di Stato.

 

 

E’ dunque soltanto una tesi priva di riscontro giurisprudenziale definitivo quella che scagionerebbe i sanitari dal reato di omicidio volontario?

 

La tesi dell’operatività del decreto di autorizzazione anche nei confronti dei sanitari è una posizione legittima, ma discutibile, e riguardante un tema enorme, che coinvolge prerogative di soggetti pubblici, contenuti professionali di chi presta assistenza alla cura, necessaria omogeneità dei protocolli regionali e principio di unitarietà del nostro sistema sanitario, solo per citare alcuni aspetti.

Ma, soprattutto, il punto che qui interessa è che questa tesi è priva di esplicita soluzione giurisprudenziale definitiva e, dunque, non appare idonea a configurare causa di giustificazione rispetto ad un comportamento inquadrabile in una fattispecie penale.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
14/01/2010 - HEIL!!!...dobbiamo salutarci così? (GIANLUIGI PARENTI)

L'EVIDENZA E'ORMAI QUESTA: NON E'PIU'IL POPOLO SOVRANO, CIOE' IL PARLAMENTO A FARE LE LEGGI,MA COLORO CHE DOVREBBERO FARLE RISPETTARE CIOE'I MAGISTRATI: LE CUCIONO E LE SCUCIONO COME VOGLIONO A SECONDA DELLE SITUAZIONI. QUESTO SI CHIAMA RELATIVISMO E STA METTENDO A GAMBE ALL'ARIA LA VITA DEMOCRATICA DEL NOSTRO PAESE. PER QUESTO E' URGENTE METTERE MANO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: PER SALVARCI DA QUESTA DITTATURA E PER SALVARE IL NOSTRO FUTURO...E TUTELARE LA NOSTRA VITA A TEMPO DEBITO!!

 
14/01/2010 - Lasciate vivere la vita. (claudia mazzola)

La legge ci consente di uccidere le persone e il cuore? Quando non siamo più utili a quello che il mondo crede sia la realtà è la realtà che ha bisogno di persone come Eluana, me compresa.