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DELITTO TORINO/ Meluzzi: quando la vita è un videogioco si perde il senso della realtà

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Conta moltissimo. Oggi l’educazione rischia di essere soppiantata dall’addestramento. Educare non significa addestrare un figlio a essere l’una o l’altra cosa. È innanzitutto un’attitudine relazionale al contatto, all’incontro, al confronto e all’accoglienza reciproca. Questa dimensione relazionale e reciproca dell’accoglienza è il principale contraltare di tutte le forme di violenza e in particolare di violenza domestica: è soltanto fra coniugi che non si parlano, non si accolgono e non si educano a vicenda che può esplodere la violenza o il tradimento o, addirittura l’odio. È soltanto fra genitori e figli che non si conoscono e non si relazionano intensamente che l’incomunicabilità può sfociare in comportamenti deviati. Educare vuol dire porsi in “rapporto con”. E questo non avviene quasi più, forse perché troppo impegnativo.

 

Se volessimo scomodare delle categorie classiche della psicanalisi si potrebbe dire che non è casuale il fatto che l’episodio sia avvenuto fra un padre e un figlio? O questo è un elemento puramente accidentale?

 

Freud ha costruito sul tema dell’uccisione del padre la sua intera speculazione psicanalitica. Ma a parte ciò sicuramente occorre evidenziare che c’è un passaggio, nella fase dello sviluppo della personalità di un adolescente, in cui si verifica una certa identificazione-contrapposizione con la figura genitoriale dello stesso sesso. È uno dei “nodi” fondamentali della crescita. È fisiologico nel rapporto delle giovani ragazze con le madri, forse un po’ meno nei giovani con i padri. Dico quest’ultima cosa perché il modello maschile del padre è diventato in questi anni più labile. Un tempo i padri si occupavano di più dei vari “riti” di passaggio dei propri figli maschi e la contrapposizione, l’identificazione diventavano un fatto frequente.

Oggi i padri sono molto più assenti, ma proprio in questa assenza la contrapposizione può diventare imprevista e imprevedibile e le reazioni a un litigio essere ancor più stupefacenti.

 

Quindi si può dire che non si tratta di odio puro nei confronti del genitore?

 

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