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APPELLO/ Il testo della lettera inviata a Silvio Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 4 gennaio 2010

Riportiamo il testo della lettera che ognuna delle famiglie che sta attendendo di adottare un bambino cambogiano ha inviato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Ministro degli Esteri Franco Frattini, di cui alleghiamo la risposta inviata dopo circa una settimana.

 

A S.E. l’on. Silvio Berlusconi

Presidente del Consiglio dei Ministri

Roma

 

Caro Presidente,

ci rivolgiamo a Lei, per esporle una vicenda che da mesi coinvolge centinaia di famiglie italiane e che sembra stia volgendo al peggio. Siamo coppie e famiglie di tutta Italia, che da anni hanno iniziato il percorso per l’adozione internazionale. È un cammino lungo, faticoso, anche dispendioso.

 

Lo abbiamo tutti però intrapreso con gioia, perché sapevamo che alla fine ci avrebbe portato a realizzare il nostro sogno di genitorialità. Abbiamo poi saputo che lo stesso sogno, quello di trovare una famiglia, è nel cuore di tanti bambini in paesi che hanno sofferto la guerra e la povertà.

 

Come sa, in Italia, una volta ottenuta l’idoneità all’adozione, bisogna rivolgersi agli enti autorizzati.

Con loro si sceglie un paese e tutti noi siamo stati indirizzati dai nostri enti verso la Cambogia. Abbiamo così imparato ad amare un popolo e un paese. Dopo qualche tempo alcuni di noi hanno anche ricevuto una foto, sono stati “abbinati”, e sono così diventati padri e madri: avevano finalmente trovato il loro bambino, o la loro bambina. L’abbinamento è infatti l’ultimo atto di questo lungo processo, e prelude alla partenza per il paese e all’adozione vera e propria.

 

È qui che la felice storia si è per noi trasformata in un incubo. La Commissione Adozioni (CAI) istituita presso la Presidenza del Consiglio ha infatti deciso di intervenire sul sistema delle adozioni dalla Cambogia, presentando un nuovo progetto, in collaborazione con gli enti che operano in quel paese. Da quel momento non è stato più possibile presentare nuove domande di adozione, ma la commissione ha assicurato che sarebbe stato possibile portare a termine le adozioni già iniziate.

 

Eravamo a marzo 2009. Sono seguiti alcuni incontri tra le autorità cambogiane e la CAI, l’ultimo dei quali a Roma nell’ottobre scorso, durante il quale i rappresentanti delle autorità cambogiane hanno assicurato l'evasione delle domande depositate. Nel frattempo la Cambogia approvava una nuova legge sulle adozioni. I principi generali del diritto vorrebbero che le pratiche pendenti vengano smaltite con la vecchia procedura, ma le autorità cambogiane, il 25 novembre scorso, hanno invece annunciato di voler rinviare anche quelle alla nuova procedura, nonostante le rassicurazioni fornite da mesi alle autorità italiane.

 

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