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DIBATTITO/ Realacci: l’uomo e l’ambiente? È il discorso del Papa il vero “vertice” di Copenhagen

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Quando le ragioni dell’economia si distaccano dalle ragioni dell’uomo, quando il legittimo soddisfacimento dei propri desideri non viene più esaltato e sublimato dalla comprensione delle esigenze complessive della comunità e degli altri, quello che apparentemente può sembrare la strada più efficiente e soddisfacente, si traduce nella scelta peggiore. Di cui gli effetti sull’ambiente sono un chiaro sintomo.

 

Perché, invece, custodire l’ambiente è importante oltre che per l’ambiente, per l’uomo stesso?

 

Non mi piacciono gli scenari catastrofici. Se sapessi che il mondo finisce tra dieci anni penserei: “allora tanto vale inquinare senza remore”. Ma se c’è una cosa cui Copenaghen è servita, è stata quella di farci rendere conto che i rischi ci sono realmente per tutti. La sfida ambientale fa parte di un ragionamento più ampio, di una sfida nel ricercare una vita più degna di essere vissuta e, quindi, più umana.

 

La natura per il Papa va rispettata perché è dono di Dio. Lei cosa ne pensa di questo approccio?

 

 

Penso che rispettare la natura sia la maniera per rispettare le ragioni del futuro dell’uomo, indipendentemente dall’origine di questo rispetto. Il Papa, potremmo dire, popolarizza questo bisogno collettivo.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
09/01/2010 - Uomo e Creato (Sergio Bisiani)

Realacci... sorprendentemente "folgorato" sulla via di Damasco! Dopo aver deriso per anni il nostro voler porre l' Uomo al centro del "sistema" ambiente intendendo con questo riconoscere all' Uomo il suo essere fruitore e destinatario del Creato ed esserne nello stesso tempo custode e garante... (S. Bisiani - Ambiente e Vita Onlus - Coordinatore del Comitato Tecnico/Scientifico)