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Cronaca

SOCIETA'/ L’ipocrisia di chi combatte il suicidio ma promuove l’eutanasia

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La cultura dominante cerca invano di prevenire il suicidio che lei stessa induce abbandonando i giovani a se stessi e abbandonando a solitarie decisioni le persone tristi; e l’induce anche permettendo che in TV vadano personaggi che banalizzano l’uso della marijuana, quando degli studi mostrano il rapporto tra uso di cannabis e ideazioni suicide, come per esempio la rivista Case Reports in Medicine del giugno 2009. Una società che venera l’autodeterminazione-solitudine, che sogghigna sulla tragedia di chi assume droga, presto farà arrestare chi fermerà un suicida, perché dirà che il vigile urbano o il passante o la moglie hanno privato il suicida della sua “libera scelta”; sarà la nuova moda senza fondamenta scientifiche, tragica come quella della chiusura dei manicomi fatta in nome dello slogan che la malattia mentale “non esiste” (e ora si fa tardiva marcia indietro sulla pelle di tanti che ne hanno sofferto); e così avverrà per l’apertura al suicidio sulla base dell’assioma che «ogni decisione sottoscritta da un notaio è per definizione libera»: ma è solo un nuovo slogan, una nuova violenza.

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