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Cronaca

DOWN/ Binetti: quei bambini che l'eugenetica non fa più nascere "per il loro bene"

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Maggiore è il grado di inclusione che si sperimenta e maggiore diventa la possibilità di fronteggiare delusioni e frustrazioni. L’inclusione definisce un ambito - reale o virtuale - caratterizzato da vincoli di reciprocità che collegano persone che condividono una serie di beni e di valori.

La condivisione genera solidarietà e marca una specifica differenza tra chi è dentro questo cerchio inclusivo e chi è fuori. D’altra parte la solidarietà che un gruppo coeso offre a chi ne fa parte è tanto più preziosa quanto più fragile è una persona, perché scatta una sorta di bilanciamento compensatorio che fa crescere l’autostima e il rispetto di sé proprio a partire dall’accettazione espressa dal gruppo.

Ciò è vero a tal punto che l’indice di solidarietà, espresso dal livello di inclusione positivo, assume il valore di un vero e proprio indicatore della qualità etica ed umana di un gruppo. In una famiglia unita, in una classe unita, in un gruppo di amici uniti, le differenze simbolo di limitazioni o di inferiorità  si smussano proprio grazie alla compensazione delle qualità complessive presenti in quello specifico gruppo.

Può addirittura accadere che non si notino neppure, tanto è immediata e naturale la relazione di aiuto e di integrazione, che seleziona le richieste possibili, esclude quelle che non lo sono e rimanda ai soggetti più fragili messaggi di conferma e di apprezzamento.

La capacità di adattamento dei Down, la loro predisposizione all’apprendimento per imitazione, il basso livello di conflittualità, il naturale livello di affettuosità che mostrano con semplicità verso gli altri,  ne fanno dei soggetti “ideali” da includere nella varietà di tutti i possibili gruppi sociali.

 

 

Continua

 


COMMENTI
11/10/2010 - i ragazzi dallo sguardo fanciullo (Nerella Buggio)

Brava Francesca, buon articolo. Questi ragazzi down, che spesso sono dolci, sensibili, ma anche testardi, furbi, sono per chi vive con loro l'occasione per stare sempre "sul pezzo" della vita, non esistono ipocrisie perchè loro le smascherano, invecchiano mantenendo l'animo fanciullo, senza consocere quell'età della vita fatta di compromessi, piccoli o grandi, di consuetudini da osservare, di piccole ipocrisie. Loro sono semplici e veri, stare accanto a loro ci aiuta a guardare alle fatiche del vivere con uno sguardo fanciullo, il loro. Nerella