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DOWN/ Binetti: quei bambini che l'eugenetica non fa più nascere "per il loro bene"

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Questa giornata deve servire soprattutto a mettere sotto la lente di ingrandimento gli interventi di carattere psico-pedagogico che più e meglio concorrono allo sviluppo delle life skills da spendere in ambito professionale e di cui il bisogno è maggiore.

Oggi però vale la pena riflettere anche su una drammatica evidenza che si impone all’attenzione di tutti: ci sono aree geografiche in cui i bambini down non nascono più; viene conculcato il primo diritto di ogni persona: quello di nascere. Negando a questi bambini il diritto di nascere ci si giustifica mettendo in primo piano il senso della pietas, invocato per risparmiare a questi bambini la fatica di un vivere con indubbie limitazioni, ma negando loro anche la gioia di vivere in un ambiente ricco di affetto e profondamente inclusivo.

Il diritto alla qualità di vita si converte per loro in una sorta di negazione del diritto alla vita. La facilità con cui è possibile fare una diagnosi di sindrome di down già durante i primi mesi di gravidanza: basta un cariogramma, una conta del numero dei cromosomi, per accorgersi che ce n’è uno in più diventa automaticamente un interrogativo inquietante che la scienza pone alla famiglia, spesso senza nessuna pietas, che aiuti a comprendere, ad accettare, ad immaginare un futuro in cui gioia e allegria possono essere presenti come nella vita di chiunque altro.

La causa della sindrome di down è legata a diversi tipi di anomalie cromosomiche, il cui effetto finale è comunque identico: la trisomia del cromosoma 21. Non sappiamo cosa determini le anomalie cromosomiche in generale, ma sappiamo però che le anomalie cromosomiche, soprattutto le trisomie, sono un evento abbastanza frequente che interessa circa il 9% di tutti i concepimenti. In questi casi però si verificano con grande frequenza aborti spontanei e nascono solo lo 0,6% di bambini.

L’incidenza delle anomalie cromosomiche in generale, e quelle della Trisomia 21 in particolare, è costante nelle diverse popolazioni, nel tempo e nello spazio; tutte le ipotesi fatte fino ad oggi (agenti chimici, radiazioni ionizzanti, infezioni virali, alterazioni metaboliche o endocrine materne) non sono state mai avvalorate dalle ricerche condotte. Numerose indagini epidemiologiche hanno comunque messo in evidenza che l’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età materna.

 

 

Continua


COMMENTI
11/10/2010 - i ragazzi dallo sguardo fanciullo (Nerella Buggio)

Brava Francesca, buon articolo. Questi ragazzi down, che spesso sono dolci, sensibili, ma anche testardi, furbi, sono per chi vive con loro l'occasione per stare sempre "sul pezzo" della vita, non esistono ipocrisie perchè loro le smascherano, invecchiano mantenendo l'animo fanciullo, senza consocere quell'età della vita fatta di compromessi, piccoli o grandi, di consuetudini da osservare, di piccole ipocrisie. Loro sono semplici e veri, stare accanto a loro ci aiuta a guardare alle fatiche del vivere con uno sguardo fanciullo, il loro. Nerella