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DOWN/ Binetti: quei bambini che l'eugenetica non fa più nascere "per il loro bene"

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In realtà per quanto riguarda la sindrome di down, è noto che il ritardo mentale delle persone che ne soffrono è variabile e spesso sovrapponibile o addirittura inferiore a quello di persone che non hanno nessun’evidenza fisica di questo ritardo, alle quali invece non è impedito l'ingresso alle attrazioni.È evidente che la direzione del parco debba garantire la sicurezza per tutti i bambini e i ragazzi, che frequentano il parco, ma per questo valgono anche le consuete norme di protezione e di accompagnamento. In questo caso però il solo fatto di essere down è diventato ipso facto elemento di esclusione.

La legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (legge 104/1992, in particolare all’articolo 23, comma 5) prevede sanzioni per coloro che discriminano persone handicappate nell’ambito dei pubblici esercizi (in cui rientrano i parchi a tema come strutture turistico-ricettive, a norma dell’articolo 1, punto 2), del D.P.C.M. 13-9-2002); nella stessa direzione va la legge 67/2006, recante misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni, all’articolo 2.

La legge 18/2009 ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e previsto l’istituzione presso il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, di cui peraltro si attende ancora l’effettiva costituzione.

Nella prossima giornata dedicata alle persone con sindrome di down diventa quindi urgente proporre iniziative che possano garantire la cessazione tempestiva della situazione di discriminazione su tutti i piani: Gardaland è uno di questi, ma non può essere né l’unico né il più importante, anche se se ne comprendono i risvolti a livello della gioia di vivere dei bambini.

È certamente necessario promuovere un tavolo di confronto tra i maggiori parchi di divertimento italiani, le associazioni di costruttori e le associazioni rappresentative del mondo della disabilità per permettere che si possano stendere regolamenti condivisi che tengano conto delle misure di sicurezza e non determinino condotte pregiudizialmente discriminatorie nei confronti dei down.

 

 

Continua

 


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COMMENTI
11/10/2010 - i ragazzi dallo sguardo fanciullo (Nerella Buggio)

Brava Francesca, buon articolo. Questi ragazzi down, che spesso sono dolci, sensibili, ma anche testardi, furbi, sono per chi vive con loro l'occasione per stare sempre "sul pezzo" della vita, non esistono ipocrisie perchè loro le smascherano, invecchiano mantenendo l'animo fanciullo, senza consocere quell'età della vita fatta di compromessi, piccoli o grandi, di consuetudini da osservare, di piccole ipocrisie. Loro sono semplici e veri, stare accanto a loro ci aiuta a guardare alle fatiche del vivere con uno sguardo fanciullo, il loro. Nerella