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SARAH SCAZZI/ Il giallo della foto all’obitorio. Chi è “Sarino Scazzi”?

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La cantina di MIchele Misseri dove è stata uccisa Sarah, foto Ansa  La cantina di MIchele Misseri dove è stata uccisa Sarah, foto Ansa
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FACEBOOK SPECCHIO DELLA REALTA’? - "Pena di morte per lo zio animale": è la frase che si vede nello striscione che alcuni cittadini di Avetrana avevano esposto all’indomani della confessione di Misseri. Una foto che ha fatto il giro d’Italia. Facebook è un buon termometro della società, vi si ritrova più o meno tutto quanto vi accade. Recentemente, Facebook è stato teatro di altri avvenimenti che hanno scosso la società italiana e che sono stati ripresi da dozzine di gruppi pro e contro. Il primo è quello di Eluana Englaro e della sua morte per eutanasia.

Un altro è quello relativo alle vicende della morte del piccolo Tommaso Onofri, il bambino ucciso dai suoi rapitori. E se è vero che esiste una analogia tra il gruppo Facebook “castrazione chimica per Vittorio Messeri” e l’articolo del quotidiano La Padania che auspica, per gli stupratori, la castrazione chimica e il carcere duro per gli stupratori, è anche vero che la virtualità del mezzo però consente reazioni ben più evidenti o esagerate di quelle che si possono osservare nella realtà o anche alla televisione.

Difficilmente in questi giorni nelle dichiarazioni raccolte dalle tv sul caso Scazzi si sono sentite posizioni così estreme come quelle dello striscione. Facebook è dunque specchio della realtà, sì, ma soprattutto specchio di una realtà amplificata e fittizia, dove viene detto tutto ciò che normalmente non si dice.


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