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SUICIDIO IN DIRETTA/ Un ragazzo svedese annuncia il suo suicidio e poi si impicca in diretta webcam

Marcus Jannes, la foto che appare sul suo profilo Facebook Marcus Jannes, la foto che appare sul suo profilo Facebook



Altri ancora dicono di non credergli, pensano sia solo uno che cerca di attirare l’attenzione su di sé: gli danno del vigliacco, non sarai mai capace di fare una cosa del genere. C’è che gli dà i consigli per impiccarsi nel modo migliore. Alla 1 e 6 minuti di lunedì, Marcus fornisce i dettagli di dove si potrà trovare il video del suo suicidio. Lo caricherà su un server FTP e fornisce l’url per connettersi. Dice che deve fare in fretta perché sente che potrebbe cambiare idea.

Pochi minuti dopo, le persone che si connettono all’indirizzo fornito da Marcus, vedono una serie di foto in sequenza che mostrano un ragazzo con una t shirt con la scritta “just do it”, fallo e basta, che si infila una corda al collo e quindi stramazza morto.

LE FOTO SHOCK DI MARCUS JANNES -
La sequenza è impressionante. Il ragazzo si lascia cadere, il suo viso diventa cianotico, quasi viola, si agita per alcuni secondi, poi rimane a terra, appoggiato al muro, immobile. Il suicidio è compiuto. I commenti di chi vede le foto sono scioccati: è la cosa più orribile che abbia mai visto su Internet, dicono. All’1 e 32 un utente finalmente chiede: “C’è qualcuno che ha chiamato la polizia?”.



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COMMENTI
18/09/2011 - Mi dispiace per quel ragazzo (Donald Morton)

Più leggo questa notizia, più mi convinco che il suicidio sia da stupidi, e non mi importa se questa mia opinione verrà considerata come troppo moralista. Ho una mentalità abbastanza aperta, anche se non sempre lo dimostro. Cerco di ascoltare e comprendere il più possibile i problemi degli altri, perché so cosa significa sentirsi soli. Ormai non mi stupisce più nulla, la mia indignazione non è tanto dovuta alla notizia in sé; si tratta comunque di una tragedia che come tale farei meglio a non giudicare, anche per rispetto ai familiari di quel ragazzo che avranno fatto di tutto per aiutarlo. Ma tutto questo mi sconvolge, i suoi problemi mi sconvolgono, perché sono anche i miei. So benissimo quanto sia difficile convivere con la Sindrome di Asperger, e quanto io abbia dovuto lavorarci su per imparare ad accettarmi così come sono. Che lo voglia o no, tutto questo fa parte di me. E rileggendo quella notizia mi torna in mente quella strana sensazione simile alla rabbia, come se tutto questo si poteva evitare. Sensazione dietro la quale si cela la paura di perdere la capacità di amare la cosa più preziosa che ho: la vita. Forse divago un po’ troppo, forse dimentico che ognuno di noi ha una concezione diversa delle emozioni, ma questo è ciò che provo quando un mio “simile” decide di darsi per vinto, come se fosse una mia sconfitta personale, anche se non lo è. Tuttavia spero che queste notizie possano aiutare genitori e psicologi a capire i molti disagi che fatichiamo a tirar fuori.