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SARAH SCAZZI/ I buchi neri dell’omicidio di Avetrana e la svolta delle impronte sul cellulare

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Michele Misseri ha dichiarato che quella chiamata arrivò nel momento esatto in cui lui la stava strangolando:  «Sara – ha detto - stringeva in mano il suo telefono che ha pure squillato e le è quindi sfuggito cadendo per terra e perdendo la batteria». I tabulati rivelano che Sabrina ha effettivamente fatto quella chiamata, alle 14.40 del 26 agosto. Ecco dunque l’ipotesi più inquietante, tutta da verificare.

Sabrina ha infatti dichiarato la seguente tempistica: «Sono tornata in veranda a prendere la borsa e sono saltata nella macchina di Mariangela per andare a cercarla. Mentre salivo telefonavo a Sara e mio padre era davanti al garage. Il telefono suonava. Al secondo tentativo era staccato». Se Sabrina stava telefonando e il padre era fuori per strada (come ha detto la figlia) nel garage a strangolare Sarah c’era un’altra persona. Chi?

Il mistero è ancora tutto aperto. Anche perché c’è un altro dettaglio: Sabrina invia un sms a Sarah e Mariangela alle 141.10. La risposta di Mariangela arriva alle 14.20. Dunque Sabrina era a casa, in veranda come dice lei: come ha fatto a non vedere Sarah che giungeva ed entrava, o veniva trascinata, nel garage?

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