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SARAH SCAZZI/ Meluzzi: è nato il "Criminality" e Sabrina ne è la prima vittima...

Pubblicazione:martedì 19 ottobre 2010

sarahscazzi_sabrinaR400.jpg (Foto)

Il caso Sarah Scazzi non cessa di agitare le coscienze. Quando ormai si era certi che il grado di orrore fosse giunto al suo apice, il colpo di scena: Sabrina, la figlia di Misseri, lo zio che ha confessato di avere ucciso Sarah abusando del suo corpo senza vita, è indagata. Potrebbe aver preso parte all’omicidio, esserne stata artefice in prima persona. Lo ha confessato il padre. Il quale, se quanto confessato fosse vero, si trasformerebbe da carnefice a complice di un carnefice. Sullo sfondo, i media. Che, in tempo reale e senza sosta ripropongono e amplificano ogni istante della vicenda.Gli atti della tragedia, oltre che nella realtà, si sono sviluppati all’interno del mondo dell’informazione rendendo impalpabile il discrimine tra i fatti e la loro narrazione. Di tutto questo ne abbiamo parlato con lo psichiatra Alessandro Meluzzi.

 


Da “mostro” a ipotetico complice. Qualcosa non torna. Quali dinamiche muovono e hanno mosso, secondo lei, Misseri?

 

Misseri ha assunto fin dall’inizio il ruolo di vittima sacrificale e di capro espiatorio, in una dinamica che ha degli aspetti, francamente, masochistici. Ci troviamo di fronte ad una domanda legittima: si tratta di un padre padrone o di un “padre garzone”? Non a caso Misseri era collocato all’interno di un sistema fortemente matriarcale. Questo uomo, di poche parole, con le mani nere, chiamato Carbonaio in paese, che certamente avrà tanti chiaroscuri, compreso quello di essere affetto da qualche deviazione sessuale, dentro e fuori casa, è stato un padre in cui la dinamica del potere matriarcale femminile della moglie e delle figlie deve aver pesato tantissimo.

 

Da cosa lo deduce?

 

Si coglie nelle dinamiche, nei racconti, negli sguardi. E quindi anche questa assunzione di responsabilità assoluta deve far riflettere sul tema del concorso in omicidio. Cioè: “concorso di chi con chi?”. Finora è stata anteposta la responsabilità del padre, ma non sono sicuro che l’ordine sia questo.

 

Come si spiega, quindi, l’accanimento di Sabrina nell’accusare il padre, nel chiederne l’ergastolo?

 

Lo definirei un effetto under-dog: bastono il cane che affoga. Si tratta – da parte di Sabrina - della volontà di generare credibilità nelle affermazioni aumentando la ferocia della denuncia.

 


I Misseri sono, all’apparenza, una normalissima famiglia, senza disagi economico-culturali né con palesi contrasti intestini. Non è strano che proprio al suo interno sia accaduto un episodio del genere?

 

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COMMENTI
19/10/2010 - Orrore (luisella martin)

Come sarebbe bello se,dopo averLo incontrato,potessimo rivolgere lo sguardo sempre e solo a Lui, Bellezza Infinita...L'orrore ci viene incontro, invece e non riusciamo ad allontanarlo definitivamente fino a che non lo riconosciamo,almeno un po', in noi stessi!

 
19/10/2010 - La buona novella fa storia, la cattiva la nega. (claudia mazzola)

Stasera vado ad una cena con amici di AVSI, Andrea e la cara Ersilia ci ospitano e cucinano per 15 persone, ci sarà una Presenza eccezionale che tiene abbracciati ognuno di noi in quel che si chiama "Operality". Ecco, l'amore vince sempre sopra ad ogni bruttezza, anche la nostra! Grazie a Dio io l'Ho incontrato.