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Cronaca

CORRIERE DELLA SERA/ Nello scontro tra De Bortoli e il Cdr, il futuro del giornalismo

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Invitati a un tavolo di trattative sulla multimedialità, i componenti del Cdr non hanno nemmeno trovato un inizio di confronto, ma soltanto una lettera nella quale il Direttore sanciva, fra l’altro, che “l’insieme degli accordi aziendali e delle pressi che hanno fin qui regolato i nostri rapporti sindacali non hanno più senso”. Sostanzialmente, nell’attuale “stato di crisi”, il Cdr di via Solferino accusa Ferruccio De Bortoli di “posizione pregiudiziale”. Come ripetiamo, uno scontro senza precedenti anche nella tormentata storia dei rapporti sindacali di via Solferino, dove, in genere, il direttore si mostrava neutrale, oppure mediatore tra redazione e azienda, o addirittura solidale con i giornalisti.

 

Questa volta il direttore del Corriere della Sera non si è tirato indietro e ha messo, come si suol dire, “i puntini sugli i”. Scrive infatti Ferruccio De Bortoli : “Cari colleghi questa lettera vi complicherà la vita. Ma la discussione che ne scaturirà ci permetterà di investire meglio nel nostro futuro di giornalisti del Corriere della Sera. E costituirà uno spunto importante per una discussione di carattere generale che la nostra categoria non può rinviare all’infinito. Di che cosa si tratta ? In sintesi vi potrei dire: investiamo di più nel giornale e nella qualità, ritorniamo a dare spazio ai giovani, ma ricontrattiamo quelle regole, in qualche caso autentici privilegi, che la multimedialità (e il buon senso) hanno reso obsolete. Con molta fatica, grazie soprattutto al vostro senso di responsabilità, stiamo completando una ristrutturazione dolorosa ma necessaria che non ha messo però in cassa integrazione diretta alcun collega, com’è avvenuto in tutte le testate”.

 

Dopo aver ricordato il periodo difficile che il Corriere sta affrontando, De Bortoli punta al cuore della questione: “L’industria alla quale apparteniamo e la nostra professione stanno cambiando con velocità impressionante. In profondità. Di fronte a rivolgimenti epocali di questa natura, l’insieme degli accordi aziendali e delle prassi che hanno fin qui regolato i nostri rapporti sindacali non ha più senso. Questo ormai anacronistico impianto di regole, pensato nell’era del piombo e nella preistoria della prima repubblica, prima o poi cadrà. Con fragore e conseguenze imprevedibili sulle nostre ignare teste”.

 

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COMMENTI
02/10/2010 - L'importanza dei giornalisti (luisella martin)

La speranza é che, al Corriere della Sera, vinca il buon senso,la professionalità dei giornalisti tutti,la costruzione di un futuro migliore per l'Italia(specialmente per i giornalisti che hanno dei figli).Per le persone comuni come me non c'é possibilità di intervenire proficuamente nella gestione della cosa pubblica se non attraverso la informazione onesta dei giornalisti...Nello scontro tra il direttore e il Cdr non c'é solo il futuro del giornalismo...