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SARAH SCAZZI/ L’orribile verbale dell’omicidio di Sarah: “Piangeva mentre la uccidevamo”

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SARAH SCAZZI VERBALE OMICIDIO - Il primo (alle 14.28 e 40 secondi) in risposta all'amica Mariangela che stava arrivando a prendere lei e Sarah per portarle al mare e il secondo (alle 14.35 e 37 secondi) spedito all'amica Angela che le aveva scritto qualcosa quattro minuti prima e alla quale, ipotizza il gip, lei «non rispose immediatamente, secondo quello che pare essere una sua abitudine» perché in quei minuti sta uccidendo Sarah.

Dice il giudice che Michele Misseri «è uno dei peggiori chiamanti in correità che un giudice si augurerebbe di trovarsi davanti: ha parlato dopo oltre 40 giorni dal delitto, ha reso una confessione densa di punti non chiari e ancora oggi insoluti e l'ha emendata e integrata più volte solo al termine di interrogatori fluviali». Il rapporto “speciale” di Sabrina con il padre, scrive il gip. Tanto che la stessa Sabrina dice ai giudici: «Io ho sempre stravisto per mio padre».

La sera del 25 agosto, la lite tra Sarah e Sabrina, che Sarah descrive nel suo diario, le sue ultime parole: «ieri sera Sabrina come al solito si è arrabbiata xk dice ke quando c'è Ivano sto smp con lui, e ti credo. Almeno lui mi coccola a differenza sua, potessi avere un fidanzato così! mah... vabbè tanto ci sono abituata..."».

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