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TERZIGNO/ Una soluzione ai rifiuti senza telecamere e venditori di fumo

Pubblicazione:venerdì 22 ottobre 2010

Terzigno_ScontriR400.jpg (Foto)

Quella sui rifiuti di Napoli sembrò una vittoria per il nome e l’immagine  dell’Italia intera. Forse un po’ frettolosa, esaltata da una propaganda che ha nascosto i problemi, e la realtà: buona parte dei rifiuti, parta o non parta la raccolta differenziata ( e chi deve farla partire, se non gli amministratori locali?) deve forzatamente essere compattata, bruciata, o sotterrata con tutti i crismi. Non c’è altra strada, finora inventata dagli uomini, se non scaricarla in segreto in qualche spelonca selvaggia, o spedirla in dono a qualche paese o mare africano.

Ci sono discariche a norma che non destano paura e angosce, ma offrono perfino ricchezza in tanti paesi d’Europa, e del nord Italia.  Avranno protestato anche lì, poi avranno capito, avranno preso fiducia, non accantonato i  pericoli. In Campania nessuno pare aver voglia di educare, chiarire, coinvolgere comunità troppe volte abusate e diserte.

La scarpa destra, prima dei voti, siano a  dritta o a mancina, cioè promesse, e per il piede sinistro poi si vedrà.  Le discariche si debbono fare. Ma serve militarizzare  i paesi, i boschi, attirando ancor di più sulle forze dell’ordine l’odio di chi dovrebbe ringraziarle, e chiedere aiuto? Chi sono i soldati colpiti dalle pietre di menadi furiose, di ragazzotti assoldati alla guerriglia? La gente perbene, pacifica, cara Eccellenza, sta dalla parte dei poliziotti, l’aveva capito già Pasolini.

Troppo facile commuoversi se la bandiera italiana si stende sulle bare di ritorno dall’Afghanistan. C’è modo di rendere Afghanistan anche il paradiso naturale di Terzigno. Spegnete le telecamere, invece,  lasciate fuori i venditori di fumo e i mestatori nel torbido: ci sarà modo di mettere a un tavolo chi avete eletto, il vostro vescovo, ingegneri e medici, e trovare un soluzione per il bene comune. Solo così la vostra voce griderà sentimenti sinceri, e credibili


(Monica Mondo)



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COMMENTI
22/10/2010 - troppe cose non dette (Luisa Memore)

All'analisi della situazione occorrerebbe aggiugere: - le discariche in Campania "godono" di ampie deroghe rispetto alle leggi italiane (per esempio il fondo può non essere impermeabile..) - in un Parco come quello del Vesuvio, nelle zone in cui vorrebbero sversare rifiuti, non si potrebbe neppure coltivare un orto - la gente comune si è stufata di essere presa in giro, tanto è vero che anche i sindaci protestano - anche la delegazione dell'UE ha potuto facilmente reperire rifiuti pericolosi nelle discariche visitate in Campania (evidentemente sono mal gestite) - una differenziata al 70% rende inutile l'uso dell'inceneritore - a San Francisco pensano di arrivare al "rifiuti-zero" per il 2020 - Forse più giornalismo d'inchiesta non guasterebbe, così si scoprirebbe qualche altarino (lista ovviamente non esaustiva)