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SARAH SCAZZI/ Sabrina Misseri: il verbale dell’interrogatorio della cugina di Sarah: “Mio padre è fuori”

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È passato tanto tempo dal 26 agosto. Al gip Sabrina dice che ora si è convinta: suo padre sia un assassino.

Gip: «Ma lei pensa che suo padre abbia ucciso Sarah?».

Sabrina: «Sì».

Gip: «E perché?».

Sabrina: «Perché adesso inizio a collegare i tasselli (...) che lui mi abbia voluto coinvolgere sin dal primo momento, perché io adesso collego... lui per trovare la sim, mi ha voluto fare scendere giù nella cantina con lui per trovare la sim (...). Lui me lo disse in poche parole il giorno della scomparsa, la sera, mi disse davanti alla mamma: "Guarda io ho visto una sim per terra...» ha detto lui, non si capiva. Io gli dissi: "Vabbè, se ce l'hai dammela che la diamo ai carabinieri"». Gip: «E suo padre sapeva cos'era una sim?».

Sabrina: «Mio padre non è proprio scemo, non è da sottovalutare (...) Non sa mandare i messaggi, però sa che così è la sim, la batteria: una volta a me sul telefonino si era incastrata la batteria con la sim e lui me l'ha tolta».

Gip: «Ma suo padre quando le ha detto di aiutarlo a cercare una sim?».

Sabrina: «Lui in poche parole mi disse... Uscì questo benedetto fazzoletto e la sim non c'era e lui mi disse: "O l'avrò persa in cantina o in campagna (...) Può essere che è di Sarah quella sim"».

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