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WHY NOT/ Da Lamezia a Padova, perchè i giudici non pagano per i loro "flop"?

Pubblicazione:lunedì 25 ottobre 2010

Tribunale_Banco_FascicoloR400.jpg (Foto)

Gli esiti qualitativi dell’operato dei giudici dovrebbero insomma filtrarne le carriere meritocraticamente, in modo da condurre a  una magistratura selezionata per risultati oggettivi e non per anzianità o tantomeno, come pure accade, per appartenenze politiche.

Non sarebbe insomma necessario introdurre l’azione di poteri esterni sopra la magistratura, ma far funzionare meccanismi interni di selezione meritocratica dei giudici, indotti da quanto la magistratura stessa compie, nel suo quotidiano operare, e non attraverso il Consiglio superiore che potrebbe restare mero organo disciplinare,

Perché non si fa? Perché oggi, di fatto, l’unica selezione tra magistrati è quella che risulta dall’uso spesso scellerato e sempre comunque scorretto che alcuni di essi fanno dei mass-media quali altoparlanti delle loro gesta? Per cui il magistrato bravo non è quello che conduce bene le indagini o guida bene un processo ma quello che sa far palare bene di lui giornali e tv?

La colpa è della politica e, paradossalmente, soprattutto di Silvio Berlusconi che, ossessionato dai propri personali contenziosi giudiziari ha di fatto concentrato tutta la forza politica del suo schieramento verso il conseguimento di leggi ad personam in grado di salvare lui, trascurando la promulgazione di quelle riforme che la giustizia richiede e che, appunto, sono finora rimaste al palo. Col risultato paradossale di non essere riuscito neanche a proteggere se stesso: come la cronaca politica di questi ultimissimi giorni dimostra.



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