BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SARAH SCAZZI/ Quello "show educativo" che tiene 40 ragazzi lontani da Avetrana…

Pubblicazione:martedì 26 ottobre 2010

avretanafollaR400.jpg (Foto)

 
Due cittadine pugliesi così vicine, così distanti. Ma non sono predestinate l'una ad ospitare angioletti l'altra mostri. Chiediamoci piuttosto: le due disgraziate ragazze di Avetrana hanno avuto maestri, in famiglia, a scuola, tra gli amici? Hanno mai incontrato qualcosa o qualcuno per la loro vita? Da quel che si capisce gli adulti nella loro vita hanno operato del male o non hanno operato per niente, il che è praticamente lo stesso, lasciandole in balia dei ridicoli sogni standard preconfezionati dalla società di oggi.


Il che le rende simili a tanti giovani di tutta Italia. E che cosa distingue la loro condizione da quella dei quasi coetanei e conterranei di ragazzi di Corigliano? Questi ultimi hanno avuto dei maestri, nei familiari orgogliosi delle tradizioni grike, nelle insegnanti di scuola che, benché malpagate, si sono arrovellate per coinvolgerli in qualcosa di bello e di legato alla loro identità, nel maestro Ambrogio Sparagna, direttore dell’Orchestra popolare dell’Auditorium di Roma, musicologo e musicista frequentatore del Salento per via di pizzica e taranta.


Le maestre, fan della musica di Sparagna, hanno chiesto mesi fa l’aiuto all’artista, lui nell’arco di alcuni mesi ha organizzato un laboratorio di canto con i ragazzi entusiasti (hanno rinunciato ad andare al mare nei giorni estivi delle prove), è andato più volte a lavorare con loro, ed alla fine il trionfo vip (very important palcoscenico con annessa televisione) a Roma. Un’esperienza educativa e di comunione (niente come la musica può suscitarla) che ha “prodotto” fama, ma anche allegria, progetti per il futuro, amicizie.


Non esistono tecniche educative che preservino dagli attacchi del male, esistono solo proposte positive, magari piccole, che fanno spostare lo sguardo e il cuore verso qualcosa di grande e di bello; chi pensa ad un'educazione preservativa del vuoto in quanto presunto sinonimo di neutralità e di libertà di scelta, coopera col nemico, col Nulla, col male sempre in agguato. A Corigliano hanno rischiato, hanno fatto sacrifici, e ne sono stati tutti lieti, piccoli e grandi. E sono finiti pure in tv. Ecco perché i ragazzi di Corigliano non hanno bisogno di andare ad Avetrana per provare il sapore della notorietà.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.