BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

WHY NOT/ Giudici al servizio dello stato o di una parte politica?

lex_statua_bilanciaR400_4ott10.jpg(Foto)

E’ uno stato di fatto insopportabile, che degrada la difesa ad elemosina e che si conclude con un altro rinvio. Non mi attardo, poi, nel narrare dei giudizi in Corte d’Appello, autentiche comparsate in cui si dà la presenza all’udienza per sentirsi rinviare alla precisazione delle conclusioni…fra tre anni, sapendo che nulla accadrà di nuovo nelle more del rinvio.

Insomma, le regole vanno riformate – ed in questo senso faticosamente avanza anche il Ministro del Lodo – ma le storture del sistema sono culturali. E’ proprio la cultura giudiziaria che va svecchiata, con tutti i suoi invisi clichè:

-    Dum pendet rendet: non è vero, l’avvocato coscienzioso ha vergogna nell’annunciare al cliente che, comunque vada, è meglio mettersi l’anima in pace con i tempi. L’avvocato d’affari guarda con sospetto la propria giurisdizione e consiglia clausole arbitrali e perché no una governing law del rapporto di diritto straniero, migrando verso sistemi in cui l’esito del giudizio è predictable. Una definizione rapida dei giudizi alimenterebbe un circolo virtuoso di credibilità, costi e ricavi per tutti. La giustizia è tale solo se sostenuta dall’immediatezza della soluzione che, se non gradita, potrà essere contestata.

-    Gli avvocati sono ignoranti: il numero disastrosamente elevato dei legali ne diluisce la qualità, com’è ovvio, ma dare per scontata l’incompetenza altrui – come spesso accade nel confronto con il Giudice, che aspetta la comparsa conclusionale per leggere il carteggio - è peccato capitale. Senza contare che il problema è a monte, le facoltà di giurisprudenza, in cui io insegno, sono diventate, per inefficienze del mercato del lavoro, autentiche succursali degli uffici di collocamento, specie nel meridione d’Italia dove i giovani sono orfani della speranza di un futuro migliore basato sul merito.


COMMENTI
26/10/2010 - e il Giudice di Pace ? (attilio sangiani)

Dopo 36 anni di studi giuridici e docenza ( nonchè avvocatura )ho fatto il G.d.P. per dieci anni,dal 1995 al 2.004. Ogni anno ( a pieno regime,dopo un lento avvio )concluse 360 cause civili,con almeno 100 sentenze e 200 conciliazioni,quasi tutte extraprocessuali ma effettive. Durata media: tre mesi. Si aggiungano i decreti ingiuntivi,di cui si parla troppo poco. Non sono extraterrestre e nemmeno extra-italiano.Come premio sono stato "bocciato" dal presidente del Tribunale di Como,che ha espresso parere negativo ad una proroga biennale dell'incarico. Il TAR del Lazio ha prontamente annullato il provvedimento del Ministero,con una rapidità "ultrasonica" per la giustizia italiana,ma il CSM ha fatto appello al Consiglio di Stato. Nelle more ho compiuto 75 anni ed è scesa la mannaia dell'età massima per i magistrati,anche onorari. Cosa ne pensa l'autore dell'articolo,che condivido in toto ?