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Cronaca

WHY NOT/ Giudici al servizio dello stato o di una parte politica?

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L’ascensore sociale è rotto ed il cinismo è la dottrina maggioritaria, poiché ormai l’orizzonte è solo quello del de minimis. V’è forse una riforma del processo civile che possa porre rimedio a questo? Evidentemente no. Il problema è culturale, di sistema paese: il processo civile in questo è lo specchio dell’attualità.

Tornando al versante tecnico, e per concludere, è stato avviato il processo telematico e la pec, è in fase di perfezionamento e lancio la legge delega sulla riforma dei riti civili. Quest’ultima è un’opera di disboscamento della selva di riti quanto mai necessaria, per estirpare regole particolari che hanno creato enclave normative - processi nel processo -; una pulizia delle incrostazioni avvicendatesi nel tempo. Occorre, infatti, avere certezze sui moduli processuali, sui tempi delle loro gestione e sul loro funzionamento. Sembrerà semplicistico, ma si tratta forse del passo più importante per la riforma della giustizia civile; ma anche di questo tema, al di là delle opinioni degli addetti ai lavori, non si parla a sufficienza ed in maniera informata. Mi riservo di ritornare sull’argomento.

Una maggiore attenzione ai sistemi di soluzione dei conflitti civili è sintomo di rispetto per le vicende dell’individuo, credo proprio che valga la pena alimentare un confronto informato e serio sul tema per creare condizioni di favore ed incoraggiare le iniziative in atto, forse anche correggerle, ma comunque condurle fino in fondo.

(Andrea Gemma)

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COMMENTI
26/10/2010 - e il Giudice di Pace ? (attilio sangiani)

Dopo 36 anni di studi giuridici e docenza ( nonchè avvocatura )ho fatto il G.d.P. per dieci anni,dal 1995 al 2.004. Ogni anno ( a pieno regime,dopo un lento avvio )concluse 360 cause civili,con almeno 100 sentenze e 200 conciliazioni,quasi tutte extraprocessuali ma effettive. Durata media: tre mesi. Si aggiungano i decreti ingiuntivi,di cui si parla troppo poco. Non sono extraterrestre e nemmeno extra-italiano.Come premio sono stato "bocciato" dal presidente del Tribunale di Como,che ha espresso parere negativo ad una proroga biennale dell'incarico. Il TAR del Lazio ha prontamente annullato il provvedimento del Ministero,con una rapidità "ultrasonica" per la giustizia italiana,ma il CSM ha fatto appello al Consiglio di Stato. Nelle more ho compiuto 75 anni ed è scesa la mannaia dell'età massima per i magistrati,anche onorari. Cosa ne pensa l'autore dell'articolo,che condivido in toto ?