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SARAH SCAZZI/ Intervista a Barbara Palombelli: “Il male è dentro di noi, accanto a noi ma il perdono è possibile”

Pubblicazione:giovedì 28 ottobre 2010

Barbara Palombelli Barbara Palombelli



Ci sono stati altri casi di cronaca in cui lei ha vissuto il medesimo disagio mediatico?


Sì, quando è stato rimosso il ricordo del piccolo Samuele Lorenzi, perfino dai suoi familiari. Un bambino di 3 anni, con il cranio fracassato, cancellato per lasciare spazio ad altre persone, in gran fretta. Quello di Cogne è il caso più recente. Ma il primo, all'inizio della mia carriera, fu il massacro mediatico che subì la famiglia Moro... Nei cinquantacinque giorni del sequestro e dopo l'uccisione del leader DC, fino ad oggi. La verità drammatica è che le vittime sono meno celebrate dei loro carnefici.

Perché invece secondo lei la vicenda dei minatori cileni ha invece suscitato un plauso positivo per come è stata condotta dai media? Una buona notizia, un grande successo umano, dei veri eroi.

Ci hanno scaldato il cuore senza drammatizzare la loro atroce condizione. Una prova di grande coraggio, in tempi di colossali viltà.

Nella sua lettera lei dice anche “Ora è proprio arrivato il momento di pregare, pregare per te e per noi, per il nostro lavoro”, sono parole che raramente si sentono dire da dei giornalisti, come le spiega?

Mi sono venute di getto... Sarah aspettava i 18 anni per ricevere il battesimo che sua madre gli aveva negato. Cercava una di dimensione spirituale, dobbiamo restituirgliela ora. La preghiera è un grande aiuto, sempre.


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