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WHY NOT/ Storia della colonna infame: intervista a Tonino Saladino

antoniosaladinoR400.jpg (Foto)

Hanno distrutto la mia società che fatturava 450mila euro con una ventina di collaboratori. Trent’anni di lavoro. Sono stato in cura per sei mesi, idem i miei familiari, perché non si regge a una pressione mediatica simile. Mi hanno fatto 2500 articoli, 30 ore di trasmissioni tv, sono stato quattro volte oggetto di Annozero. Non dimentichiamo che la mia vicenda parte con la fantomatica loggia di San Marino, uno scherzo tra me e un’altra persona che è stato fatto diventare realtà. Per un anno hanno indagato 20 procure italiane. Qualcuno voleva fare passare a tutti i costi una P3.

 

Cercavano l’agnello sacrificale.

 

Hanno fatto credere che alla Why not comandavo io, mentre svolgevo soltanto il lavoro commerciale. Ad Annozero hanno cercato di dimostrare che avevo preso i soldi, mentre ora la sentenza lo smentisce. Nessuno ha indagato sulle “cene del Pirata” tra politici, magistrati e giornalisti in ristoranti locali, cene in cui si tramava. Si sono inventati che imbottivo di psicofarmaci i miei dipendenti per tenerli mansueti e nessuno ha controllato dove li avrei acquistati e con quali ricette mediche. Si sono inventati il conto bancario cifrato Bella Chioma, che è il cognome di mia moglie. Mi hanno rappresentato come un mostro attraverso operazioni mediatiche per farmi fare la figura di mamma Ebe. Ma la cosa che ritengo più grave è il danno educativo arrecato a tanta gente allevata pensando che la realtà sia positiva mentre ora non si fida più di niente, tantomeno delle istituzioni.

 

Della stampa che dice?


COMMENTI
02/11/2010 - Il paese piu` pericoloso? l`Italia (Matteo Pasi)

Perche` bisogna metterci 4 anni per interrogare l`indagato numero 1 di why not? perche` un pm se sbaglia non paga mai? e perche` se sbaglio io invece devo pagare non solo quello che mi spetta, ma anche quello che i giornalisti e i media vogliono fare credere di me? perche` un pm scambia un saluto tra amici per un accordo criminoso? perche` l`unico strumento di indagine e` l`intercettazione telefonica? perche`? Tante volte se uno pensa ad un paese pericoloso salta in mente l`Africa (per le guerre, le malattie, la poverta`), l`Iraq (per il terrorismo) o altri paesi nel mondo per le catastrofi naturali (terremoti, tsunami, uragani). Da quanto rammento e da quanto leggo nell`articolo si capisce che invece anche l`Italia e` un paese pericoloso. Forse e` piu` pericoloso proprio perche` almeno di un uragano o di una malattia ne hai i sintomi dell`arrivo, e qundi ci si puo` in qualche modo difendere (o almeno provarci), mentre in Italia non solo la tempesta e` improvvisa (un saluto ad un amico puo` essere intercettato dal pm di turno e scambiato per un accordo criminoso), ma non ti da neanche la possibilita` di difenderti.

 
29/10/2010 - Why Not (tommaso bombadile)

Nell'intervista rilasciata appena una settimana fa al blog "AntimafiaDuemila" De Magistris, per validare il proprio operato investigativo, esalta, ancora oggi, la figura della teste Caterina Merante. Figura spudoratamente inattendibile : per verificarlo, all'inizio dell'indagine, sarebbe bastato all'ex pm interrogare dipendenti e collaboratori della Merante. Con irrisorie risorse avrebbe delineato subito il quadro psicologico e l'azione proditoria del suo "asso nella manica"; avrebbe evitato una bruttissima figura e, soprattutto, non avrebbe sperperato milioni di euri di denaro dei contribuenti. Non di meno avrebbe evitato che per ben tre anni ancora la famosa supeteste si accaparrasse denari pubblici, a spese di Enti, Amministrazioni e financo dei suoi stessi dipendenti. Indigna sentire ancora De Magistris pontificare.

 
28/10/2010 - SAREBBE OPPORTUNO DENUNZIARLI PENALMENTE (celestino ferraro)

Cosa commentare? La paranoia di qualche magistrato che poi si è catapultato in politica? Bisognerebbe almeno bestemmiare per darsi un perché. Nel frattempo Berlusconi si riempie la bocca di riforme della giustizia e non prende un bastone legale per suonargliele di santa ragione. A cominciare da quello che: ... "Lo dia a me, a quello lo sfascio io". Incredibile! E' diventato un tedoforo dei VALORI (bolliti). CF