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WHY NOT/ Storia della colonna infame: intervista a Tonino Saladino

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Trovavano nomi nella rubrica e ipotizzavano chissà cosa. Indagavano sui biglietti da visita. Conoscevo mezzo mondo, ma era il mio lavoro. Però le telefonate in cui parlo di un appuntamento con Di Pietro sono sparite dal brogliaccio.

 


Ora che lavoro fa?

 

Sono ritornato ad aiutare i miei amici che producono caramelle, gelatine di frutta e cioccolato biologico. Faccio il piazzista.

 

Come si immagina il suo futuro?

 

Come un ragazzo che finisce la scuola o l’università e comincia a lavorare. Riparto da zero a 56 anni.

 

Ma più disilluso e arrabbiato di un giovane?

 

Amareggiato. Se non avessi avuto l’esperienza di fede che grazie al cielo ho incontrato ci sarebbe stato da impazzire. Danneggiati ma non distrutti. Noi perseguitati siamo rimasti in piedi diventando anche più amici; anche i nostri figli sono cresciuti, hanno capito come gira il mondo, che ogni uomo è fragile, anche quelli delle istituzioni. La struttura umana ed educativa che ha tirato su queste persone ha retto.

 

(Antonio Fanna)



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COMMENTI
02/11/2010 - Il paese piu` pericoloso? l`Italia (Matteo Pasi)

Perche` bisogna metterci 4 anni per interrogare l`indagato numero 1 di why not? perche` un pm se sbaglia non paga mai? e perche` se sbaglio io invece devo pagare non solo quello che mi spetta, ma anche quello che i giornalisti e i media vogliono fare credere di me? perche` un pm scambia un saluto tra amici per un accordo criminoso? perche` l`unico strumento di indagine e` l`intercettazione telefonica? perche`? Tante volte se uno pensa ad un paese pericoloso salta in mente l`Africa (per le guerre, le malattie, la poverta`), l`Iraq (per il terrorismo) o altri paesi nel mondo per le catastrofi naturali (terremoti, tsunami, uragani). Da quanto rammento e da quanto leggo nell`articolo si capisce che invece anche l`Italia e` un paese pericoloso. Forse e` piu` pericoloso proprio perche` almeno di un uragano o di una malattia ne hai i sintomi dell`arrivo, e qundi ci si puo` in qualche modo difendere (o almeno provarci), mentre in Italia non solo la tempesta e` improvvisa (un saluto ad un amico puo` essere intercettato dal pm di turno e scambiato per un accordo criminoso), ma non ti da neanche la possibilita` di difenderti.

 
29/10/2010 - Why Not (tommaso bombadile)

Nell'intervista rilasciata appena una settimana fa al blog "AntimafiaDuemila" De Magistris, per validare il proprio operato investigativo, esalta, ancora oggi, la figura della teste Caterina Merante. Figura spudoratamente inattendibile : per verificarlo, all'inizio dell'indagine, sarebbe bastato all'ex pm interrogare dipendenti e collaboratori della Merante. Con irrisorie risorse avrebbe delineato subito il quadro psicologico e l'azione proditoria del suo "asso nella manica"; avrebbe evitato una bruttissima figura e, soprattutto, non avrebbe sperperato milioni di euri di denaro dei contribuenti. Non di meno avrebbe evitato che per ben tre anni ancora la famosa supeteste si accaparrasse denari pubblici, a spese di Enti, Amministrazioni e financo dei suoi stessi dipendenti. Indigna sentire ancora De Magistris pontificare.

 
28/10/2010 - SAREBBE OPPORTUNO DENUNZIARLI PENALMENTE (celestino ferraro)

Cosa commentare? La paranoia di qualche magistrato che poi si è catapultato in politica? Bisognerebbe almeno bestemmiare per darsi un perché. Nel frattempo Berlusconi si riempie la bocca di riforme della giustizia e non prende un bastone legale per suonargliele di santa ragione. A cominciare da quello che: ... "Lo dia a me, a quello lo sfascio io". Incredibile! E' diventato un tedoforo dei VALORI (bolliti). CF