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ALLARME TERRORISMO/ Olimpio (Corriere): "Italia, come non cedere ad Al Qaeda"

Pubblicazione:martedì 5 ottobre 2010

autobomba_R400.jpg (Foto)

 

RADDOPPIATA LA VIGILANZA A MILANO - Ma anche a Milano c’è preoccupazione tra le forze dell'ordine sull'allarme terroristico di matrice islamica lanciato dagli Stati Uniti e definito «realistico» ieri mattina dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, che non ha escluso che l'Italia sia tra i luoghi nel mirino di una possibile nuova ondata di attentati. Anche a Milano, quindi, «l'attenzione è massima» ma, secondo quanto scrive l’Ansa, non sarebbero state intraprese per ora nuove forme di vigilanza, ma solo intensificate quelle già in essere nei confronti dei principali obbiettivi «sensibili». Nel primo pomeriggio si è riunito il Comitato provinciale per l'Ordine e la sicurezza pubblica al quale parteciperà, nel primo pomeriggio, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, secondo il quale l'allarme è elevato anche se non ci sono segnali precisi.

 

ANCHE TORINO RISCHIA - All'ordine del giorno, oltre al caso Belpietro, ci potrebbe infatti essere l'intensificazione di qualche misura di prevenzione, in particolare a persone o a sedi legate al mondo del giornalismo. Ma non sono solo Milano e Roma a essere nel mirino dei terroristi. Sono infatti oltre 13.664 gli obiettivi sensibili presenti in Italia, con un impiego di 19.559 unità delle forze dell’ordine. Ben 2.960 si trovano solo nella provincia di Torino. E’ quanto risulta dall’ultimo Rapporto sulla criminalità del ministero dell’Interno, pubblicato nel 2006 e valido ancora oggi, che evidenzia anche un netto incremento nel tempo. Nel 2002 infatti, subito dopo l’attentato alle Torri gemelle, gli obiettivi protetti in Italia 6.157, meno della metà, con l’impiego di 10.524 unità.

 

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