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ALLARME TERRORISMO/ Olimpio (Corriere): "Italia, come non cedere ad Al Qaeda"

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Tra gli obiettivi a rischio sedi governative e di ambasciate, come quella americana in via Vittorio Veneto a Roma o quella israeliana in via Michele Mercati, ma anche la villa Berlusconi a Macherio e Villa Gernetto a Lesmo, entrambe in provincia di Monza. Minacciati anche luoghi simbolo della cultura come la Torre di Pisa e stazioni ferroviarie e della metropolitana, prima fra tutte quella milanese, che potrebbero essere presi di mira dai terroristi di Al Qaida per compiere un attentato nel nostro Paese. Dopo l’attacco alle Torri gemelle, il numero dei luoghi a rischio muta costantemente anche a causa delle diverse tipologie di minacce che provengono da Osama Bin Laden e dalle cellule integraliste che ruotano nella galassia jihadista.

 

In cima alla lista ci sono anche scuole e università di Paesi stranieri, in particolare quelle di Usa, Inghilterra e Israele, i luoghi di culto, primi tra tutti il Vaticano, luogo simbolo della cristianità, la Sinagoga di Roma, già colpita da un attentato terroristico nell’ottobre del 1982, e la Basilica di San Petronio a Bologna che ritrae Maometto all’Inferno. Un gradino sotto come grado di allerta ci sono le caserme e le basi delle forze armate e delle forze di polizia, le basi della Nato e quelle degli Stati Uniti – Aviano, Camp Darby a Livorno e la Ederle a Vicenza in particolare –, i trasporti che tradizionalmente rivestono anche un valore militare: ponti (come il Punta penna Pizzone a Taranto), ferrovie, grandi vie di comunicazione, centrali elettriche (come quella di Cerano a Brindisi), depositi di materiali radioattivi (l’ex reattore di Caorso in provincia di Piacenza), acquedotti, dighe.