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ALLARME TERRORISMO/ Olimpio (Corriere): "Italia, come non cedere ad Al Qaeda"

Pubblicazione:martedì 5 ottobre 2010

autobomba_R400.jpg (Foto)

 

L’OPERAZIONE STRADE SICURE - E ancora: tutti i luoghi simbolo delle città d’arte (il Canal Grande a Venezia), i principali musei (gli Uffizi di Firenze), i luoghi di ritrovo come i centri commerciali, le sedi di grandi aziende commerciali e finanziarie collegate a gruppi americani. Dopo l’11 settembre del 2001, alle forze dell’ordine che vigilano le zone a rischio – quasi 20mila agenti – si sono aggiunti l’esercito, per aumentare i controlli. L’operazione, lanciata nel 2008, si chiama «Strade Sicure» e coinvolge in tutto 4.250 soldati, di cui 1.688 a presidio fisso dei luoghi sensibili. Particolare attenzione al terrorismo: controllati 21.296 punti di aggregazione in un anno con 2.012 procedure di espulsione e 618 arresti. Sono 107 le minacce terroristiche segnalate nell’arco di sei mesi al Comitato di analisi strategica antiterrorismo.

 

IL RISCHIO DEI LUOGHI SIMBOLO - Ma al di là del quadro che emerge dai rapporti ufficiali, qual è la situazione secondo gli esperti di terrorismo? Per il giornalista del Corriere della Sera, Guido Olimpio, intervistato da Ilsussidiario.net, «in Italia il rischio maggiore di attentati terroristici è concentrato in alcuni luoghi simbolo, obiettivi preferiti dalle cellule di Al Qaeda perché conosciuti in tutto il mondo». Secondo l’analista di via Solferino, «al primo posto nella lista degli obiettivi sensibili ci sono il Colosseo, la Basilica di San Pietro, i Palazzi istituzionali e del governo. Ma non escluderei neppure alberghi o altri luoghi frequentati da molte persone, sul modello dell’attentato a Mumbai». Anche se l’invito del giornalista del Corriere della Sera è a «non creare allarmismo, è vero che c’è un’allerta da parte degli Usa ma è finalizzata a far sì che i turisti o le persone in viaggio d’affari facciano maggiore attenzione negli aeroporti. Credo che i cittadini italiani debbano muovesi liberamente e non evitare nessun luogo per paura di attentati. Se viviamo nella paura i terroristi hanno già vinto».

 

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