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LEGGE 40/ Roccella: i magistrati giacobini vogliono stravolgere la volontà popolare

Pubblicazione:giovedì 7 ottobre 2010

fecondazione-vitroR400.jpg (Foto)

«Alcuni magistrati hanno dimostrato ancora una volta la loro vocazione giacobina che si manifesta nel rovesciamento della volontà parlamentare e popolare, ritenuta incapace di scegliere nel modo giusto». È il commento del sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, in seguito al dubbio di costituzionalità sulla Legge 40 sollevato dal Tribunale civile di Firenze, che ha chiesto alla Corte costituzionale di esprimersi in merito.

La Roccella però è fiduciosa per quanto riguarda la decisione della Consulta, che «già una volta ha dovuto esprimersi su un rinvio della magistratura relativo sempre alla Legge 40 e si è limitata a modifiche tecniche, senza smontare l’impianto della normativa». Non si tratta di una "legge cattolica", spiega il sottosegretario, in quanto consente la fecondazione assistita ponendo un unico vincolo: mettere le persone che procreano artificialmente sullo stesso piano delle coppie naturali.


Secondo lei cosa c'è dietro la decisione del tribunale di rinviare la legge 40 alla Corte costituzionale?
 

Il fatto è che questa legge è stata attaccata fin dall’inizio in maniera violenta. Prima attraverso gli strumenti legittimi della politica. Si è indetto, infatti, un referendum a cui gli italiani hanno risposto in modo chiaro, perché l'astensione è una risposta a tutti gli effetti. Siccome dal punto di vista politico non si riusciva a modificare la legge, si è passati alla seconda fase.
 

Quella cioè della magistratura?

 

 

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COMMENTI
09/10/2010 - legge 40 (paola pennacchioni)

Penso che tutto questo parlare, non risolve certo una "malattia" perchè l'infertilità è a tutti gli effetti una malattia e come tutte le malattie và curata. Questa legge invece di aiutare ostacola chi giustamente vuole uscire fuori ed avere una vita una famiglia come è giusto che sia. E' sconvolgente lo stato di ignoranza in cui versano gli italiani.

 
08/10/2010 - Il Diritto costituzionale conta ancora qualcosa? (Franco Labella)

Siamo al bis. Nell'arco di qualche giorno due autorevoli esponenti del Governo (il Presidente del Consiglio Berlusconi ed il Sottosegretario Roccella) intervengono dimostrando una conoscenza sommaria dei principi di base del Diritto costituzionale. Posso chiedere al Sottosegretario Roccella in base a quale posizione di costituzionalisti e/o disposizione della Costituzione un referendum nullo (perchè di quello parliamo) dovrebbe impedire di sollevare eccezione di incostituzionalità? Il Sottosegretario testualmente afferma, a proposito dell'espressione "manifesta irragionevolezza" usata dai giudici di Firenze: "È un linguaggio che denota un atteggiamento di superiorità classica di quelle élite che si ritengono uniche depositarie della ragione". Non la sfiora il dubbio che l'articolazione del ragionamento che ha escluso la "manifesta infondatezza" (in presenza della quale nessuna remissione alla Corte Costituzionale sarebbe avvenuta) preveda l'uso di quella terminologia? Insomma è seccante dirlo: ma possibile che ci governa sembra ignorare l'ABC del Diritto costituzionale? A proposito della richiesta di Commissione d'inchiesta sulla Magistratura, fatta dal Presidente del Consiglio, mai sentito parlare di divisione dei poteri? Sarà per questo, per non far riflettere sulle proposte che si fanno, che da quest'anno gli studenti italiani delle scuole superiori non studiano più il Diritto? Più passa il tempo e più mi convinco che la scelta del Min. Gelmini non sia stata neutra.

 
07/10/2010 - W la Vita! (claudia mazzola)

Torno ora dalla messa per la B.V. Maria del Rosario, durante la funzione un bimbetto di 8 mesi ci ha allietato con la sua voce, sembrava volesse prendere lui il posto del sacerdote e quando alla fine l'ho ringraziato per i suoi strilli, mi ha gettato le manine al collo sorridendo. Io penso che il Padre che dà la vita a quelle piccole creature sia comunque contento, legge o no.