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NOBEL MEDICINA/ La vita di un uomo vale davvero la soppressione di altri embrioni?

Pubblicazione:giovedì 7 ottobre 2010

fecondazione_assistitaR400.jpg (Foto)

Ci ha sorpreso ma c’era da aspettarselo: il Nobel per la medicina è stato attribuito a Edwards, per avere introdotto la fecondazione artificiale come  tecnica di massa.
In genere il Nobel per la medicina riguarda il merito scientifico e/o il suo impatto circa la clinica. Indubbiamente Edwards ha rivoluzionato un metodo clinico di approccio alla sterilità dell’uomo, già messo a punto da altri in animali. Oggi si calcola che circa 4 milioni di bambini al mondo siano nati con la fecondazione artificiale che, tanto per ricordare, consiste nel prelievo di ovuli e spermatozoi, nella fecondazione in vitro di numerosi ovuli, e nel loro reimpianto, parziale o totale, nell’utero materno.
Tralasciando qualsiasi valutazione di ordine morale o religioso, i criteri in discussione sono intrinsecamente umani e medici, da valutare come tali:

1.    Da un punto di vista pratico, la disponibilità della fecondazione artificiale senza controllo ha abbattuto le barriere poste dalla natura umana, permettendo un “mercato di fatto incontrollabile” (vedi fecondazioni di donne in avanzatissima menopausa, fecondazioni totalmente eterologhe, con ovuli e spermatozoi impiantati in uteri in affitto, ecc) sul quale molti hanno impiantato le basi della propria ricchezza.

2.    Il facile accesso a questa tecnica ha abbassato il livello di attenzione diagnostica, nel senso di aver reso semplice l’accesso ad un intervento terapeutico senza aver completato le procedure necessarie per una diagnosi completa: Quante delle coppie sottoposte a fecondazione artificiale erano realmente sterili? Sono stati fatti tutti gli accertamenti volti a definire un quadro clinico adeguato, al fine di considerare al meglio le opzioni terapeutiche disponibili? Quante, delle sterilità trattate con la fecondazione artificiale, erano in realtà curabili attraverso tecniche mediche standard? La tecnica della fecondazione artificiale è (relativamente) semplice, ma non sempre ciò che è semplice è giusto. L’amputazione di un braccio è molto più facile di una cura medico-chirurgica adeguata, ma non per questo è la tecnica prima da perseguire in caso di infezione dell’arto.


3.    Infine, l’aspetto più inquietante. Tutti gli atti medico chirurgici, proprio tutti, vengono valutati e implementati sulla base del rapporto costo-beneficio, laddove il costo, lungi dall’essere solo quello economico, è rappresentato soprattutto dal danno collaterale che deriva dall’intervento stesso. Nessun vaccino verrebbe proposto se il danno da esso derivato superasse il beneficio apportato dalla vaccinazione stessa. È la ragione per cui la vaccinazione antivaiolosa di massa, pur rappresentando uno dei successi più grandi della medicina, è stata sospesa ormai da molti anni, dato che essa non era priva di effetti collaterali. Il beneficio per decenni è stato superiore al costo, ora non più, visto che il rischio di effetti collaterali era divenuto superiore al beneficio derivato dalla prevenzione del vaiolo (malattia oggi definita come eradicata dalla Terra).

 

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COMMENTI
13/11/2010 - No Bel (Antonio Servadio)

Da quando è stato assegnato il premio Nobel al presidente Obama, in completa assenza di una sia pur minima parvenza di merito, ho definitivamente perso il rispetto per il Nobel, ormai anacronistico perché fondato su un personalismo che non riflette più la realtà odierna, oltre che -ormai è evidente- ampiamente suscettibile di influenze ideologiche o politiche. Obama, molto semplicemente, non aveva ancora avuto modo di dimostrare nulla d'altro che le proprie buone intenzioni. E' forse un premio alle intenzioni? Sarebbe incredibile, se non fosse che è grottesco. Quanto alla IVF (In Vitro Fertilization), non va per nulla demonizzata, sarebbe ridicolo, inappropriato e controproducente, ma non è "precisamente" una "cura" per l'infertilità, nel senso delle ragioni citate in questo articoletto. Dal punto di vista demografico, la IVF non risolverà proprio per nulla gli attuali limiti allo sviluppo della popolazione. Da un punto di vista di strategia dello sviluppo scientifico sottrae attenzione e compete per le risorse da allocare per lo studio e la cura dell'infertilità (scarsa fertilità, disturbi della fertilità). Da un punto di vista tecnologico è maturata in netto ritardo rispetto alle corrispondenti tecnologie animali (non costituisce novità). E' pur vero che in alcuni casi è "l'ultima spiaggia", l'unica scelta possibile per alcune coppie, sebbene esista la possibilità di salvare bimbi che sono già a questo mondo con l'adozione, poco artificiale, molto umana.

 
08/10/2010 - pienamente d' accordo su tutta la linea (GIOVANNI PIERONI)

La vita dell' uomo inizia con il concepimento.Questa è la realtà